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Una doppia visita per rafforzare i legami

La Polonia è un partner economico importante per la Svizzera. Nella foto, una fabbrica di gas nei pressi di Varsavia.

(Keystone)

Il ministro dell'economia svizzero è in visita ufficiale in Polonia e in Lituania fino a sabato. In programma vi sono soprattutto colloqui economici.

Con i suoi interlocutori, Joseph Deiss evocherà pure il contributo della Svizzera alla coesione europea.

Polonia e Lituania fanno parte dell'ultimo gruppo di paesi entrati recentemente nell'Unione Europea (il primo maggio del 2004).

In visita ufficiale dal primo al quattro marzo, Joseph Deiss è accompagnato da rappresentanti del mondo economico svizzero, Credit Suisse (banca), Novartis (farmaceutica), Atel (elettricità).

Con i suoi 38,6 milioni di abitanti, un'economia incentrata sempre più sui servizi e un mercato in piena espansione, la Polonia è in effetti uno dei pesi massimi del futuro in Europa.

In un secondo tempo, la delegazione elvetica si recherà in Lituania. Il piccolo paese baltico registra uno dei più forti tassi di crescita nell'Europa centrale e dell'Est (9% nel 2003, 7% nel 2004).

La Svizzera è attualmente il suo principale mercato d'esportazione (11,7%), davanti alla Russia e alla Germania.

Obiettivo: sensibilizzare

"Tutti i nostri accordi con l'Unione Europea si applicano anche a questi due paesi, ciò che ci permetterà di rafforzare ulteriormente i nostri legami economici", spiega Gregor Kuendig, membro della direzione di economiesuisse, la Federazione delle imprese svizzere.

"Per noi sono dei mercati importanti – precisa. Non vi è nessun problema maggiore. Questa visita servirà soprattutto per conoscere meglio questi due paesi e per far conoscere meglio il nostro".

Ufficialmente, le relazioni tra Varsavia e Berna sono "molto importanti per la Svizzera" e "molto strette". In questi ultimi anni, Joseph Deiss e i suoi colleghi di Governo hanno incontrato a più riprese i loro omologhi polacchi.

"La Polonia è appena entrata nell'Unione Europea. Come evolve la sua economia? Il paese ha potuto trarre profitto dall'adesione? Per noi è importante saperlo", spiega Simone Hug, portavoce di Joseph Deiss.

Imparare ed informarsi

Nelle due capitali, il ministro dell'economia elvetico incontrerà i suoi omologhi (Piotr Wozniak e Kestutis Dauksys) e diversi altri ministri. Durante i colloqui saranno evocati, tra le altre cose, gli accordi tra Svizzera, Europa ed Organizzazione mondiale del commercio.

La Polonia, d'altro canto, fa parte del gruppo di voto - denominato Helvetistan - guidato e creato dalla Svizzera nel 1992 in seno al Fondo monetario internazionale, gruppo che comprende anche le ex repubbliche sovietiche d'Asia centrale e la Serbia-Montenegro.

Sono pure in programma delle discussioni con rappresentanti degli ambienti economici svizzeri e locali dei due ex paesi comunisti.

"In Polonia – osserva Simone Hug – il consigliere federale si informerà dei problemi incontrati dagli attori economici e cercherà di impregnarsi del clima che si respira".

"Si tratterà anche di apprendere dall'esperienza dei polacchi, là dove fanno meglio della Svizzera", prosegue la portavoce. In Lituania, dove è prevista una tavola rotonda tra attori del settore privato e del settore pubblico, l'obiettivo sarà lo stesso.

Aiuto alla coesione

Nell'agenda dei colloqui previsti a Varsavia e a Vilnius tra i temi figura pure il contributo della Svizzera alla coesione europea.

Il "Memorandum of Understanding (MoU)" – memorandum d'intesa – siglato tra la Svizzera e l'UE a fine febbraio fissa le modalità del contributo elvetico in favore dei dieci nuovi Stati membri dell'UE (versamento di 998 milioni di franchi sull'arco di cinque anni).

Sulla base di questo documento, la Svizzera dovrà negoziare i programmi e i progetti dei dieci paesi beneficiari con ciascuno di loro (accordi bilaterali quadro).

"Uno dei nostri obiettivi sarà di ridurre il numero di priorità, per dare così un profilo chiaro al contributo svizzero", indica il responsabile del dossier in seno al Segretariato di Stato dell'economia (seco).

"Durante queste visite, avremo un primo scambio di vedute con i nostri partner per fissare eventuali priorità", precisa Hugo Bruggmann.

swissinfo, Pierre-François Besson
(traduzione di Daniele Mariani)

Fatti e cifre

Nel 2005, le esportazioni svizzere verso la Polonia hanno raggiunto 1,411 miliardi di franchi (+23,4% rispetto al 2004). La Svizzera ha esportato soprattutto prodotti farmaceutici, chimici e macchine.
In Lituania ha esportato per 107 milioni di franchi (+12,4%); principalmente dei veicoli/aerei, macchine e prodotti chimici.
Alla fine del 2005, 563 cittadini elvetici risiedevano in Polonia e 23 in Lituania.

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In breve

La Polonia è il primo destinatario degli investimenti diretti elvetici in Europa centrale e dell'Est (1,964 miliardi di franchi nel 2003).

La Svizzera sostiene la Polonia nell'ambito dell'Ecofund (aiuto finanziario per i progetti di protezione dell'ambiente) e con aiuti per i capitali a rischio ("Central and eastern europe growth fund").

Sui 998 milioni di franchi che la Svizzera verserà in cinque anni per la coesione dell'Unione Europea, 490 saranno destinati alla Polonia: La Lituania riceverà 70,8 milioni.

Il paese baltico può inoltre usufruire di un aiuto bilaterale della Confederazione per 20 milioni e di un aiuto multilaterale (3 milioni) attravers un fondo di sostegno ("International decommissioning support fund").

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