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Una nuova era Il fumetto svizzero si prepara per un revival

Cuno Affolter seduto alla sua scrivania in mezzo a pile di fumetti.

Fumetti underground: Cuno Affolter si occupa della più grande collezione svizzera nel suo "ufficio-bunker" nella Biblioteca comunale di Losanna.

(Ester Unterfinger/swissinfo.ch)

I fumetti sono un’invenzione svizzera, ma il mercato del Paese è sempre stato troppo piccolo per distinguersi. La situazione però potrebbe presto cambiare, grazie alla fiorente scena ginevrina e alla scoperta di un’enorme e rara collezione di fumetti che mette in luce la ricca storia del genere in Svizzera.

Cuno Affolter possiede la più grande collezione di fumetti della Svizzera – la seconda in Europa – ed è uno degli appassionati di fumetti più longevi del Paese.

«Il fumetto è un mezzo di comunicazione vecchio ormai» riconosce, mostrando il suo tesoro nell’area di deposito sotterraneo della Biblioteca comunale di Losanna. Si tratta di pile di fumetti, vecchi e nuovi, in varie lingue.

Rare edizioni della clandestina Zap Comix della fine degli anni ’60 si trovano in perfette condizioni accanto alle prime edizioni di Tintin. C’è una versione pirata della storia dell’eroe belga, intitolata «Tintin in Svizzera», pubblicata in Olanda negli anni ’80. Si tratta di una storia condita da droghe e scene di sesso che coinvolgono un Capitano Haddock gay, una Bianca Castafiore ninfomane e un Tintin tossicomane.

Una versione pirata di Tintin, pubblicata in Olanda negli anni 1980.

Versioni pirata di fumetti famosi, come quella di "Tintin in Svizzera" pubblicata in Olanda negli anni 1980, fanno parte della collezione conservata nella Biblioteca comunale di Losanna.

(Ester Unetrfinger/swissinfo.ch)

Accanto ad alcuni numeri di Topolino, pubblicati a Zurigo nel 1936, c’è una cartella con dei disegni del personaggio di Disney fatti da un bambino. Hanno uno stile piuttosto inquietante; si scoprirà che quel bambino non era altri che H. R. Giger – l’eccentrico artista svizzero premio Oscar che ha creato la scenografia per il film «Alien».

«Alien probabilmente non sarebbe mai esistito, se non fosse stato per Topolino» sottolinea Affolter.

Un disegno di Topolino.

Lavori di H.R. Giger, qualche anno prima che l'artista creasse Aliens e Necronomicon. 

(Ester Unterfinger/swissinfo.ch)

Un appassionato di fumetti potrebbe facilmente trascorrere delle settimane a leggere le rarità della collezione di Affolter, che comprende un altro grande archivio nell’edificio accanto. I fumetti sono in deposito temporaneo, nell’attesa che terminino i lavori di costruzione di una biblioteca in cui verrà mostrata l’intera collezione al pubblico.

Invenzione svizzera

Il fumetto è stato inventato in Svizzera – più precisamente alla fine degli anni 1820 a Ginevra – dal pedagogo e politico Rodolphe Töpffer. Le sue «storie illustrate» satiriche in un primo tempo erano nate semplicemente per intrattenere i suoi amici, tra i quali c’era anche J. W. Goethe. Il poeta tedesco incoraggiò Töpffer a pubblicare i suoi disegni originali, fungendo da padrino per questo nuovo genere.

Töpffer ha persino elaborato alcuni principi teorici sulle storie illustrate, basati sull’effetto della combinazione tra testo e illustrazioni. «Le immagini senza il testo avrebbero solo un significato oscuro; il testo senza le illustrazioni non significherebbe nulla» affermava. 

Il formato divenne ben presto popolare, soprattutto in Germania da dove una fiorente industria editoriale di «storie illustrate» si fece rapidamente strada fino ad arrivare negli Stati Uniti.

«Il fumetto moderno è nato in America, nei tabloid di Hearst e Pulitzer. Era la prima volta che milioni di persone leggevano la stessa storia, in tutto il Paese. Poi gettavano via il giornale, e il giorno seguente li aspettava un’altra storia, o la continuazione di quella già letta, e così di seguito» spiega Affolter.

«Questi primi fumetti erano un semplice prodotto di consumo, mentre quello che faceva Töpffer era molto più simile a un vero e proprio libro».

Fumetti americani.

I tabloid americani hanno inventato la produzione di massa delle strisce negli anni a cavallo tra il XIX e il XX secolo.

(Ester Unterfinger/swissinfo.ch)

Ad ogni modo Affolter riconosce che la rivendicazione della paternità svizzera del fumetto ha in realtà una storia più complessa alle spalle.

«È come quando si parla dell’invenzione della fotografia – potremmo pensare che siamo stati noi [gli svizzeri] ad averla inventata, ma sappiamo anche che, nello stesso periodo, la tecnica era in fase di sviluppo in altri luoghi, ad esempio in Giappone. Quindi è molto difficile affermare che una certa persona l’abbia inventata in una certa data».

Un nuovo pubblico

Avendo dedicato più di 40 anni della sua vita a questo genere, Affolter non può fare a meno di vedere lo sviluppo del fumetto in una prospettiva più ampia.

«All’inizio, a cavallo del secolo scorso, i fumetti erano pensati per la classe operaia», precisa, aggiungendo che gli editori ambivano a vendere i giornali a quelle persone che non avevano l’abitudine di leggere.

Affolter spiega che quando la radio si è diffusa, tra il 1920 e il 1930, alcuni fumetti come ad esempio Dick Tracy erano rivolti a giovani adulti. Da questi, i nuovi media come la televisione e la radio, hanno carpito l’effetto “suspense”, per tenere il pubblico incollato, giorno dopo giorno.

«Ha posto le basi non solo per il fumetto moderno, ma anche per il modo in cui i mass media hanno sviluppato le tecniche narrative capaci di far presa sul pubblico» precisa il collezionista di fumetti.

Due culture

In Svizzera i fumetti erano molto popolari già negli anni ’30 grazie a Globi, un personaggio inventato come mossa pubblicitaria dai grandi magazzini Globus, e che ancora oggi riscuote successo tra i bambini. Per quanto riguarda il segmento degli adulti invece, sono emerse enormi differenze tra la Svizzera romanda e quella tedesca lungo l’immaginaria linea di demarcazione culturale comunemente nota come “Röstigraben”.

Copia della prima bozza di Globi.

La collezione comprende anche bozzetti originali dei fumetti popolari svizzeri, come Papa Moll e Globi, qui presentati in copie facsimili. 

(Ester Unterfinger/swissinfo.ch)

Gli svizzeri-tedeschi, nella prima metà del secolo scorso, furono molto influenzati dalla scena comica tedesca, scomparsa dopo la Seconda Guerra Mondiale. Mentre i francesi continuarono a pubblicare fumetti durante l’occupazione nazista, i tedeschi del dopoguerra avevano problemi più urgenti da risolvere. Ma alla fine, la scena comica tedesca è tornata con un botto – dice Cuno – con un nuovo stile, libero da influenze precedenti. 

È stata proprio questa tabula rasa ad aver dato un nuovo impulso alla scena che fiorì tra la fine degli anni ’70 e gli anni ’80. Emersero riviste come “Strapazin” – ancora un importante riferimento per gli artisti di oggi – e anche la grande casa editrice Edition Moderne ha dato il suo contributo. Ma oggi, secondo Cuno, il fumetto svizzero-tedesco è afflitto dai vincoli di un piccolo mercato e dal disinteresse dei giovani. 

Ma la storia è completamente diversa nella Svizzera romanda, che Affolter dice sia sempre stata influenzata dall’imponente mercato dei fumetti nella vicina Francia.

Negli anni Settanta, gli artisti francofoni Derib, Cosey e Ceppi riuscirono a definire uno stile svizzero, diverso da quello di Parigi. I tre autori furono tra i primi a portare storie personali nel loro lavoro, come ad esempio le loro esperienze di vita in India come hippy.

Ma a causa della mancanza di un mercato consolidato per i fumetti in Svizzera, il loro successo non durò a lungo.

Oggi tuttavia, Cuno vede emergere a Ginevra una scena di fumetti che a suo avviso ha un potenziale. Il collezionista sottolinea che molti giovani artisti stanno auto-pubblicando il loro lavoro, creando delle cosiddette “fanzine” per gli appassionati di un particolare artista o gruppo. E la Scuola delle Arti di Ginevra ha recentemente lanciato un corso specifico per i creatori di fumetti.

La nuova scena ginevrina, unita alla prossima apertura della collezione di fumetti di Affolter, consentirà alla Svizzera romanda di diventare presto la patria della prossima rivoluzione del fumetto svizzero.

La rivista Strapazin.

Il primo numero di Strapazin, nel 1984, ha seganto la scena zurighese del fumetto, allora underground. Con quattro numeri pubblicati ogni anno, rimane il principale punto di riferimento per autori, editori e fans svizzeri.

(Ester Unterfinger/swissinfo.ch)


Festival internazionale del fumetto

Questa settimana Lucerna ospita il 27esimo Festival del fumettoLink esterno, che attira migliaia di appassionati, artisti ed esperti provenienti da tutta la Svizzera e da altre parti del mondo. La manifestazione si chiude domenica 22 aprile. 

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(Traduzione dall'inglese di Barbara Buracchio)

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