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Una scuola unica per i piccoli svizzeri

Gli allievi delle scuole svizzere avranno presto gli stessi obiettivi

(Keystone)

Entro il 2007, gli obiettivi della scuola obbligatoria, compreso l'insegnamento delle lingue, devono essere armonizzati in tutto il paese.

La Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione ha dato giovedì un nuovo impulso al progetto “Harmos”, lanciato nel 2002.

Gli obiettivi della scuola obbligatoria svizzera, così come l’insegnamento delle lingue, devono essere armonizzati entro tre anni.

Questo almeno è quello che è stato deciso dalla Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione (CDPE).

Un accordo intercantonale

Il progetto di armonizzazione della scolarità obbligatoria “Harmos” è stato lanciato nel giugno 2003.

Il suo scopo e di mettere a punto degli standard a livello nazionale per i principali campi di insegnamento: matematica, lingue e scienze naturali.

A partire dal 2007, gli allievi della scuola dell’obbligo riceveranno così un insegnamento allo stesso livello in tutta la Svizzera. Per realizzare gli obiettivi, la CDPE preconizza l’abbassamento dell’età dell’inizio della scuola.

“L’idea non è di fissare un piano di studio svizzero e nemmeno di sostituire i piani di studio cantonali, ma di completarli”, puntualizza Olivier Maradan, segretario aggiunto della CDPE.

Gli standard serviranno da indicatori delle competenze chiave che dovranno essere acquisite dagli studenti. Permetteranno inoltre di fissare obiettivi ed esigenze, per le differenti tappe della formazione scolastica.

Questi standard nazionali saranno definiti nell’ambito di un accordo intercantonale. Ogni cantone firmatario dovrà mettere in pratica le direttive stabilite e sarà l’oggetto di regolaRI valutazioni regolari.

Risultati migliori

Come fa notare il presidente della CDPE Hans Ulrich Stöcklin “i paesi che ottengono i migliori risultati in materia di insegnamento, sono quelli che hanno proceduto ad una standardizzazione della formazione scolastica”.

Questa considerazione risulta dallo studio PISA (“Program for international student assessment”) intrapreso in 32 paesi dall’Organizzazione di cooperazione e di sviluppo economico (Ocse).

Il progetto PISA è un importante strumento di paragone del grado di preparazione degli allievi. Questo studio a lungo termine è effettuato ad intervalli regolari - ogni tre anni - ed analizza le competenze dei giovani quindicenni nella lettura, nella matematica e nelle scienze.

L’importanza delle lingue

A livello di insegnamento, l’accento deve essere posto sullo studio delle lingue, sia nazionali che straniere.

Lo scopo è di incoraggiare lo sviluppo linguistico della madre lingua, di trasmettere solide conoscenze di una seconda lingua nazionale e dell’inglese e di permettere l'apprendimento di una terza lingua nazionale.

Anche il corpo insegnante sarà coinvolto dalla futura armonizzazione. Dei miglioramenti saranno apportati nel campo della formazione dei docenti e delle prospettive professionali.

swissinfo e agenzie

In breve

Gli standard di formazione non sono né dei piani di studio né dei test, ma indicano le competenze che gli allievi devono acquisire.

La forma e la funzione degli standard svizzeri sono diverse da quelli applicate dagli altri paesi.

Per esempio in Inghilterra, gli standard designano il livello medio raggiunto dagli studenti nell’ambito di test nazionali.

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Fatti e cifre

Lo studio commissionato dall’Ocse piazza, per quel che riguarda la matematica, la Svizzera al settimo rango.

Per le scienze e la lettura le prestazioni in Svizzera sono molto più mediocri (17mo posto).

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