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Unione sì, adozione no

In futuro le unioni omosessuali saranno riconosciute in tutta la Svizzera e non solo a Zurigo e Ginevra

(Keystone)

Il Consiglio nazionale ha approvato la legge che permette alle coppie omosessuali di registrare la propria unione, ma introduce un paragrafo che chiude la porta ad adozioni e fecondazione assistita.

Manca ancora il voto del Consiglio degli Stati, ma la destra conservatrice, contraria alla legge, minaccia già il referendum.

In futuro le coppie omosessuali potranno registrare ufficialmente la loro unione, ma non avranno il diritto di adottare dei bambini o di ricorrere alla fecondazione artificiale assistita. Seguendo le raccomandazioni del Consiglio federale, la camera bassa del parlamento ha introdotto questo divieto nella legge sull’unione domestica registrata di coppie omosessuali.

Solo la sinistra ha difeso una soluzione più liberale, ritenendo che non fosse il caso di aggiungere discriminazioni supplementari e «anticostituzionali» a quelle che già subiscono gli omosessuali. Non è provato che i gay siano dei cattivi genitori, ha dichiarato Daniel Vischer.

Secondo il rappresentante zurighese dei verdi non spetta al parlamento prendere questo tipo di decisione, ma alle autorità competenti, in grado di esaminare le peculiarità di ogni singolo caso. Per la socialista Vreni Hubmann, al centro di ogni decisione deve trovarsi, come nel caso delle famiglie patchwork, il benessere del bambino.

Un padre e una madre

Ma in campo borghese ha prevalso l’argomento secondo il quale ogni bambino ha diritto ad avere un padre e una madre. In questo senso, l’adozione da parte di omosessuali pone dei problemi. Per il liberale friburghese Jean-Paul Glasson questo è un limite da non valicare, a meno di non voler mettere in pericolo l’iter della legge.

Con 116 voti contro 56, il Consiglio nazionale ha dunque deciso di accogliere nel testo di legge il divieto all’adozione proposto dal governo. Senza questo emendamento, le coppie omosessuali registrate avrebbero potuto, in casi eccezionali ed a titolo individuale, adottare un bambino.

La camera bassa del parlamento ha respinto, con 111 voti contro 72, anche una soluzione più moderata che a determinate condizioni – adozione utile al benessere del bambino, unione registrata da più di cinque anni, assenza del genitore biologico da più di cinque anni – avrebbe permesso di adottare i figli del compagno o della compagna.

Referendum all’orizzonte

Nonostante la scelta ottemperata dal parlamento non sia delle più liberali, ciò non è bastato a placare gli animi degli oppositori alla registrazione delle unioni omosessuali.

Christian Waber, dell’Unione democratica federale, ha annunciato che il suo partito lancerà un referendum contro il testo di legge, approvato dal Consiglio nazionale con 118 voti contro 50.

Contrari alla legge sono anche buona parte dei parlamentari dell’Unione democratica di centro e qualche popolare democratico. La camera alta del parlamento, il Consiglio degli Stati, deve ancora pronunciarsi sull’argomento.

Non è un matrimonio ma è ispirato al matrimonio

L’unione registrata è largamente ispirata al diritto matrimoniale per quanto riguarda gli aspetti fiscali, di successione e delle assicurazioni sociali. I due partner registreranno la loro unione in presenza di un ufficiale di stato civile.

Ciascuno conserverà il proprio cognome, ma avrà la possibilità di aggiungerne uno simboleggiante l’unione. Senza carattere ufficiale, il doppio patronimico potrà figurare sul passaporto o essere utilizzato per firmare un contratto.

In linea di massima, il partner straniero avrà diritto ad un permesso di soggiorno, ma non potrà beneficiare di un processo di naturalizzazione facilitata come è il caso per le coppie sposate. Saranno comunque sufficienti cinque anni di permanenza in Svizzera, invece degli abituali dieci, per poter inoltrare una domanda di naturalizzazione ordinaria.

Le coppie omosessuali saranno sottoposte ad un regime corrispondente alla separazione dei beni, ma se lo richiedono, avranno la possibilità di scegliere altre soluzioni. Le domande di scioglimento dell’unione dovranno essere indirizzate di comune accordo ad un giudice. La richiesta potrà essere fatta unilateralmente solo se la coppia vive separata da più di un anno.

swissinfo e agenzie

Fatti e cifre

400'000 circa: il numero di omosessuali che vivono in Svizzera (6% della popolazione)
1989: la Danimarca è il primo paese a riconoscere ufficialmente le unioni omosessuali
I cantoni di Ginevra e Zurigo permettono già la registrazione delle coppie omosessuali
A Neuchâtel esiste un progetto di legge in questo senso
La legge federale, approvata dalla camera bassa, deve ancora superare lo scoglio del Consiglio degli Stati e del referendum minacciato dalla destra

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In breve

Il Consiglio nazionale ha accettato con 118 voti contro 50 una legge che autorizza e regola la registrazione ufficiale delle coppie omosessuali.

I diritti e doveri delle coppie registrate sono equiparabili a quelli riconosciuti alle coppie sposate. La differenza maggiore consiste nella non possibilità da parte degli omosessuali di adottare dei bambini o di ricorrere alla fecondazione assistita.

Leggi simili erano già state approvate nei paesi scandinavi e in Olanda. L’unione registrata in questi paesi dovrebbe essere riconosciuta anche in Svizzera. Non così per le unioni concluse in Francia. In questo paese infatti l’unione non origina un nuovo tipo di stato civile.

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