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Vent'anni di lotta all'Aids

L'ex-presidente sudafricano Nelson Mandela prenderà la parola durante la conferenza

(Keystone)

Migliaia di ricercatori da tutto il mondo si incontrano a Parigi per discutere dei progressi della scienza nella lotta all’Aids.

Alla conferenza partecipano anche esperti di Ginevra, Losanna e Basilea, all’avanguardia nella ricerca sulla malattia.

L’inizio della conferenza mondiale sull’Aids, domenica a Parigi, cade esattamente nel ventennale dell’identificazione da parte degli scienziati del virus responsabile della malattia, l’HIV.

La ricerca scientifica rimane al centro della conferenza. “L’obiettivo principale è di incrementare gli scambi tra ricerca di base e ricerca clinica”, spiega a swissinfo Giuseppe Pantaleo, direttore della sezione di immunologia all’ospedale universitario di Losanna.

Gli organizzatori sperano che le ultime scoperte vadano a vantaggio dei malati in tutto il mondo e il particolare in Africa, dove 30 milioni di persone convivono con il virus.

“L’importanza dei progressi scientifici e clinici è sminuita, se i loro benefici non raggiungono le persone che soffrono a causa dell’HIV”, sottolinea Michel Kazatchkine, presidente della conferenza e direttore dell’Agenzia nazionale francese per la ricerca sull’Aids.

Nelson Mandela

Alla conferenza, che durerà quattro giorni, saranno presenti 6000 delegati, in rappresentanza di 120 paesi. Tra di essi, gli ex-presidenti di Sudafrica e Brasile, Nelson Mandela e Fernando Henrique Cradoso, che presenteranno la situazione nei rispettivi paesi.

Martedì ricercatori dell’azienda farmaceutica svizzera Roche renderanno conto invece degli ultimi dati dei loro test con il Fuzeon, il promettente medicinale che dovrebbe impedire al virus HIV di penetrare nelle cellule del corpo.

Sentenza di morte

La ricerca scientifica sull’Aids ha compiuto, negli ultimi vent’anni, passi da gigante. Su questo tutti sono d’accordo. Ma i progressi non vanno a vantaggio di tutti.

Giuseppe Pantaleo constata che nei paesi occidentali l’infezione con il virus HIV equivale più ad una malattia cronica che non a una condanna a morte. “La speranza di vita dopo l’infezione è oggi di 20-25 anni. Una decina di anni fa era ancora di 6-10 anni”.

“Inoltre”, prosegue, “ci sono stati importanti progressi nella comprensione del modo con cui il sistema immunitario reagisce al virus e stiamo cominciando a sviluppare strategie per aiutare l’organismo a combattere l’infezione.”

Ma un vero vaccino contro la malattia è ancora assai lontano e il problema dell’accesso ai medicinali nei paesi in via di sviluppo rimane di drammatica attualità, nota l’associazione umanitaria Medici senza frontiere (MSF).

“Solo una piccola parte delle persone in Africa riceve oggi delle cure contro l’Aids”, ha ricordato tempo fa a Ginevra il responsabile della campagna di MSF per l’accesso ai medicinali essenziali, Daniel Berman.

Virus

In Svizzera la ricerca sta tuttavia procedendo su vari fronti. All’ospedale universitario di Losanna, Pantaleo sta analizzando le reazioni del corpo all’infezione virale.

Bernard Hirschel, a capo della sezione HIV dell’ospedale universitario di Ginevra, sta concentrando la sua attenzione sulla possibilità di temporanee interruzioni delle cure, per tentare di limitare gli effetti collaterali dei medicinali.

All’università di Losanna un team sotto la direzione di Amalio Telenti sta sfruttando la mappatura del genoma umano per cercare di capire perché alcune persone sono protette dall’Aids e altre sono particolarmente sensibili.

Tutti e tre partecipano alla conferenza di Parigi e Pantaleo ne è il copresidente scientifico.

swissinfo, Vincent Landon
(traduzione: Andrea Tognina)

Fatti e cifre

42 milioni di persone nel mondo sono affette dal virus HIV. La malattia ha ucciso 25 milioni di persone (fonte: UNAids)
Secondo l’ONU, se l’epidemia si estende al ritmo attuale, nel 2010 le persone infette saranno 45 milioni in più. Nel 2020 i morti saranno 70 milioni.

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In breve

La maggior conferenza scientifica del 2003 dedicata all’Aids/HIV si terrà a Parigi fra il 13 e il 16 luglio.

È organizzata dalla Società Internazionale Aids e dall’Agenzia nazionale francese per la ricerca sull’Aids.

Lo scopo principale è lo scambio di informazioni scientifiche e cliniche tra ricercatori di tutto il mondo.

Alla conferenza parteciperanno 6000 delegati provenienti da 120 paesi. Tra di loro vi saranno gli ex presidenti di Sudafrica e Brasile, Nelson Mandela e Fernando Henrique Cardoso.

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