Navigazione

Saltare la navigazione

Funzionalità principali

Venti di destra

Il successo di Le Pen farà discutere ancora a lungo

(swissinfo.ch)

Il risultato del primo turno delle elezioni presidenziali francesi invita a riflettere sui motivi dei successi dell'estrema destra in Europa. Una riflessione che interessa anche la Svizzera.

Prima l'Italia, spesso ritenuta laboratorio politico d'Europa, che nel 1994, in occasione del primo governo Berlusconi, "sdogana" gli ex-neofascisti di Alleanza Nazionale e porta nei salotti buoni della politica gli estremismi verbali del leader della Lega Nord, Umberto Bossi.

Poi l'Austria, che nel febbraio del 2000 vede l'ingresso nel governo della FPÖ del populista Jörg Haider. E quindi di nuovo l'Italia, dove la nascita nel 2001 del secondo governo Berlusconi sta a dimostrare che quello del 1994 non era un fuoco di paglia, ma il segno di un'onda lunga destinata a lasciare il segno nella politica italiana ed europea.

E ora la Francia, con una sinistra frammentata, il capo del governo socialista Lionel Jospin sconfessato dalle urne e un'estrema destra che passa al secondo turno, raggiungendo oltretutto, con più del 20% di voti (17,04% di Le Pen e 3,41% del suo ex-compagno di partito Bruno Megret), dimensioni inedite.

In Europa spira un vento di destra, su questo ci sono pochi dubbi. Un vento in cui si esprimono atteggiamenti diffidenti verso gli stranieri, quando non apertamente xenofobi, e un più o meno marcato antieuropeismo.

Non mancano gli spifferi in Svizzera, dove da alcuni anni l'Unione democratica di centro (UDC) e in particolare l'ala zurighese guidata da Cristoph Blocher, macina successi su successi, cavalcando l'onda nazionalista.

I politologi invitano alla prudenza, quando si fanno paragoni tra paesi e sistemi politici diversi, e tengono ben distinte le varie componenti di coalizioni di governo come quella italiana o austriaca o di partiti come l'UDC. Ma osservano che dietro i successi elettorali delle nuove destre in Europa vi sono timori e problemi simili, che i partiti tradizionali non hanno saputo affrontare.

Non solo un voto di protesta

"Certo, il successo di Le Pen in Francia è dovuto anche alla frammentazione della sinistra", osserva René Schwok, politologo all'Università di Ginevra, "ma non bisogna ignorare l'effettiva crescita dell'estrema destra."

Crescita che si spiega, secondo Klaus Armigeon politologo all'Università di Berna, con l'insufficiente attenzione prestata dai partiti tradizionali alle paure di molti cittadini di fronte alle sfide della modernità e in particolare di fronte ai problemi legati all'immigrazione.

Ma sarebbe errato, secondo Schwok, leggere nel voto francese solo un voto di protesta contro le elite politiche tradizionali, contro la loro incapacità di rispondere ad un diffuso senso d'insicurezza. "Gli elettori conoscono bene le posizioni xenofobe di Le Pen o Megret. Se li votano, è perché approvano."

Analogie e differenze a livello europeo

"Ci sono analogie, ma anche molte differenze fra le destre d'Europa", sottolinea Schwok, "non metterei assolutamente Berlusconi fra i leader di una destra estrema. E anche Fini è molto moderato in ciò che dice. Bossi invece, nei suoi discorsi sull'immigrazione, è a volte più esplicito di Le Pen, parla meno in codice."

Anche Armigeon è cauto nel fare paragoni. Lo è ancor più quando si parla dell'UDC svizzera. "È un partito spaccato in due, con un ala tradizionalmente conservatrice, che fa capo a personaggi come il consigliere federale Samuel Schmid, e un'ala che esprime il malcontento dei perdenti della modernizzazione, antieuropeista, contro ogni apertura della Svizzera, diffidente verso gli stranieri."

Stili diversi, temi simili

Distinzioni, dunque. Ma Armigeon osserva anche che, al di là delle differenze di stile, le nuove destre che si stanno affermando in vari paesi europei hanno tutte la capacità di occupare - e capitalizzare con toni populistici - temi che dai partiti tradizionali sono ignorati o presi troppo poco sul serio, primi fra tutti i temi della sicurezza e dell'immigrazione.

"L'immigrazione è realmente percepita come una minaccia da molte fasce della popolazione. È un problema con cui l'Europa si dovrà confrontare anche nei prossimi anni. In questo senso la crescita della destra estrema non è un fenomeno di breve durata."

Andrea Tognina

Neuer Inhalt

Horizontal Line


subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.

swissinfo IT

Unitevi alla nostra pagina Facebook in italiano

×

In evidenza