Verdi per le tasse energetiche e contro l'UDC

Il presidente dei verdi, Ruedi Baumann, ha proposto di organizzare una manifestazione contro il razzismo Keystone

I delegati del Partito ecologista, riuniti in assemblea a Basilea, si sono espressi all'unanimità in favore delle tre tasse sull'energia, sottoposte a votazione federale in settembre. Lanciato un duro attacco contro l'Unione democratica di centro.

Questo contenuto è stato pubblicato il 26 agosto 2000 - 18:41

Come era prevedibile, i delegati dei verdi hanno annunciato il loro chiaro sostegno alle tre tasse energetiche, sulle quali il popolo svizzero è chiamato a pronunciarsi il prossimo 24 settembre. Tra gli scopi principali di questi prelievi fiscali figurano la riduzione del consumo energetico e lo sviluppo di energie più pulite.

I rappresentanti del Partito ecologista hanno inoltre approvato l'iniziativa per l'introduzione di un referendum propositivo, pure sottoposta a votazione federale in settembre. Il più grande dibattito è stato acceso dal quinto oggetto sul quale si voterà il mese prossimo: l'iniziativa che mira a limitare al 18 percento la quota di stranieri residenti in Svizzera.

Questa iniziativa, respinta categoricamente dai verdi, ha offerto lo spunto per un duro attacco all'Unione democratica di centro, i cui delegati si erano espressi in favore durante l'assemblea tenuta la settimana scorsa a Ginevra. Il presidente del Partito ecologista, Ruedi Baumann, ha criticato la posizione assunta dall'UDC, dichiarando che questo partito non merita più di essere rappresentato nel Consiglio federale.

Secondo Baumann, è la prima volta che un partito di governo impiega la xenofobia come programma politico. A suo avviso, il recente rigurgito di estrema destra è "la conseguenza di anni di campagne di aizzamento contro tutto ciò che è straniero, contro ogni speranza e contro le persone di sinistra".

Il presidente dei verdi ha proposto inoltre di organizzare nelle prossime settimane una manifestazione nazionale contro il razzismo e l'estremismo di destra. Occorre infatti, a suo giudizio, dare un forte segnale per rafforzare la tolleranza e l'apertura della Svizzera.

Swissinfo e agenzie

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