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Vicenda Ebner: anche la BNS chiede maggiore trasparenza

Il professor Niklaus Blattner, membro del direttorio della Banca Nazionale auspica un'informazione più aperta

(Keystone Archive)

Il sistema bancario svizzero non è in crisi, affermano i vertici della Banca nazionale, ma bisogna informare meglio il pubblico.

Si moltiplicano le voci critiche nell'ambito della cessione delle "Visioni" del finanziere Martin Ebner alla Banca cantonale di Zurigo. Dopo che il "patron" della Swatch, Nicolas Hayek venerdì in un'intervista aveva accusato l'istituto bancario di mancanza di trasparenza, ora anche Niklaus Blattner, membro del direttorio della Banca nazionale, si è espresso in favore di una migliore e più aperta informazione.

Secondo il banchiere è giunto il momento di rivedere la legislazione in materia. "Ebner ha fatto ciò che la legge gli ha chiesto di fare", spiega Blattner nell'edizione di sabato della "Berner Zeitung". "Probabilmente avrebbe informato in modo più aperto se non avesse dovuto dar prova di prudenza nei confronti delle controparti".

Rivedere la legge?

L'affermazione di Ebner secondo il quale il gruppo BZ è privato e dunque non è tenuto a fornire informazioni "probabilmente regge dal punto di vista giuridico", dice Niklaus Blattner. "Se è davvero così", continua il direttore della BNS, "allora è necessario rivedere la legislazione, cercando un equilibrio fra segreto professionale e protezione dell'investitore".

La Commissione federale delle banche - che si occupa a livello internazionale dei meccanismi di controllo - non ritiene comunque che si debbano introdurre nuovi strumenti di sorveglianza.

Niente crisi

Niklaus Blattner è convinto che un crollo dell'impero Ebner non provocherebbe né una tempesta borsistica, né una crisi del sistema bancario svizzero, che secondo Blattner si "distingue per il suo professionalismo nella gestione dei rischi e nella dotazione di fondi propri, esemplare sul mercato internazionale".

Confrontato con gravi difficoltà in borsa il finanziere elvetico aveva ceduto alla Banca cantonale di Zurigo la maggioranza delle azioni dei suoi quattro fondi d'investimento (le "Visioni"), che in un anno e mezzo avevano perso la metà del loro valore. Il prezzo della transazione non era stato rivelato.

swissinfo e agenzie

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