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Vincono scetticismo e valori conservatori

"La vittoria dei consumatori", titola ad esempio il foglio vodese 24 Heures

(swissinfo.ch)

Secondo la stampa, il voto di domenica mostra un popolo freddo alla politica liberale di governo e parlamento e conservatore di fronte alle novità.

Gli editorialisti s'interessano particolarmente all'apertura domenicale dei negozi. Secondo loro, il risultato mette la parola fine ad ogni tentativo di generalizzazione del lavoro domenicale.

La Neue Zürcher Zeitung ritiene che dai risultati di domenica scaturiscano dei segnali d'avvertimento.

Il prestigioso quotidiano zurighese sostiene che, se in futuro si vorrà avanzare sulla via delle liberalizzazioni, bisognerà tener conto delle importanti opposizioni che si sono manifestate.

Una gran parte del pubblico è scettica di fronte alle innovazioni, continua la NZZ. Questi cittadini saranno molto sensibili quanto si metterà in questione il servizio universale. La NZZ cita, ad esempio, il progetto di privatizzazione di Swisscom.

Il giornale popolare Blick constata da parte sua che "il popolo svizzero non ne vuole sapere di OGM nel piatto" e che "di domenica, la stazione è il centro della vita pubblica nelle città".

Valori conservatori e "folle prudenza"

Secondo il Bund i "sorprendenti" risultati del voto sono "dei segnali chiari provenienti da una Svizzera dai valori conservatori".

"Una prima alleanza, formata da ecologisti, consumatori e contadini, è scettica nei confronti della tecnologia. La seconda, composta dai sindacati, dalla sinistra e dalla popolazione rurale, lo è verso la liberalizzazione", scrive il giornale di Berna.

Per Le Temps, gli svizzeri hanno invece "definito i contorni di un progetto di società, caratterizzato da una folle prudenza".

Secondo il foglio ginevrino, nessun partito e nessuna autorità "può appropriarsi del risultato ambivalente di domenica".

Ma "due ambienti vedono accendersi una luce rossa: la comunità scientifica da un lato e gli ambienti economici dall'altro. Il freno è dunque stato installato".

Un voto "eccezionale" ed una "ramanzina"

"Espressione di diffidenza", titola invece il Corriere del Ticino segnalando come sia "raro che un'iniziativa superi lo scoglio della votazione popolare. È un caso unico che sia accettata dai Cantoni all'unanimità. È accaduto ieri. Ed è un fatto eccezionale".

In merito al lavoro domenicale, "l'esito della votazione mostra la spaccatura tra cantoni di città e quelli di campagna e periferia, che hanno esigenze e sensibilità diverse", continua il Corriere, secondo il quale "non ne è venuta un'indicazione di tendenza chiara per cui c'è da scommettere che il ruolo della domenica quale giornata di riposo ci proporrà altri capitoli".

Le Matin ritiene invece che il voto rappresenti "una benvenuta ramanzina" alla politica liberale del Consiglio federale e alla destra del parlamento.

La critica giunge dal cittadino che "è prima di tutto un consumatore. Sì, ma consumatore pragmatico", che vuole effettuare degli acquisti la domenica ma che non è pronto a mangiare "carote giganti".

Più ricerca per il Tages Anzeiger

In controtendenza il Tages Anzeiger. Occupandosi della moratoria sugli OGM, il giornale zurighese ritiene che lo scetticismo popolare sia giustificato. "Ora i contadini potranno meglio posizionarsi sul mercato utilizzando il marchio – senza tecnologia genetica".

E paradossalmente, secondo il "Tagi", anche la ricerca potrà trarre vantaggio da questo apparente veto popolare.

"La moratoria non è una minaccia per il settore scientifico, bensì una chance. Occorrerà più ricerca di base per meglio conoscere e giudicare i rischi delle nuove tecnologie".

Pure La Regione, sostenendo che il popolo ha inviato a governo e parlamento un messaggio chiaro ("Andateci piano"), così commenta il voto anti OGM: "un risultato tanto netto aiuta chi oggi lavora nell'agricoltura a scegliere senza esitazione su che via proseguire ai bivi presentati dalle moderne tecnologie".

Velleità bloccate?

Per la Basler Zeitung, i risultati di domenica sono "un piccolo passo nel passato".

Soffermandosi sul lavoro domenicale, il giornale basilese si chiede perché l'apertura dei negozi nei giorni festivi debba essere riservata alle stazioni e alle città. La popolazione delle regioni periferiche non ne ha nessun vantaggio. "Una situazione che con il tempo diverrà insostenibile".

Al contrario, la Tribune de Genève rileva che, malgrado il sì, "il successo è piuttosto dalla parte dei referendisti. Hanno raggiunto il loro obiettivo principale: bloccare ogni velleità d'andare più lontano nell'ammorbidimento della legge sul lavoro".

Critiche al "progresso"

La Liberté stima che il popolo "ha premuto il pedale del freno". Per il giornale friborghese, i due risultati "sono caratterizzati dalla medesima prudenza inquieta sull'autostrada del cosiddetto progresso".

Infine, secondo il vallesano Le Nouvelliste, pur se lo scrutinio non cambierà niente alla vita quotidiana degli svizzeri, il segnale è chiaro : "Il semaforo è rosso".

swissinfo, Marzio Pescia

Fatti e cifre

Moratoria sugli OGM: L'iniziativa è stata accettata con il 55.7% dei voti. Tutti i cantoni hanno votato a favore dell'oggetto.
Apertura domenicale dei negozi nelle stazioni: La revisione della legge è stata accolta per un soffio, con il 50.6% dei voti. Determinante è stato il voto positivo dei cantoni di Zurigo, Basilea, Berna e Ginevra.
La partecipazione è stata del 42%.

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