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Violenza soprattutto in famiglia

I bimbi e le donne sono le principali vittime della violenza domestica (immagine ricostruita)

(Keystone)

I consultori di aiuto alle vittime sono confrontati soprattutto con casi di violenza in famiglia e fra conoscenti. In tre quarti dei casi, le vittime conoscono l'aggressore.

Oltre la metà delle consulenze riguarda relazioni familiari, si evince dalla statistica sul 2005 pubblicata dall'Ufficio federale di statistica. Le vittime sono soprattuto donne e bambini.

Nel 2005, i consultori hanno trattato quasi 27'300 casi, l'8% in più rispetto al 2004 e il 76% in più rispetto al 2000, anno d'introduzione della statistica. Secondo l'Ufficio federale di statistica (UST), l'aumento non è dovuto necessariamente al moltiplicarsi dei reati di violenza, quanto piuttosto ad un maggior ricorso ai consultori da parte delle vittime.

Si rivolgono ai consultori soprattutto donne (74% dei casi), la maggior parte delle quali sono di nazionalità svizzera (60%). I reati denunciati con più frequenza riguardano le lesioni personali (40% delle consulenze) e le violazioni dell'integrità sessuale dei minori (16%). Molto più rari, invece, i casi di omicidi e tentati omicidi (4%).

Donne principali vittime

Più della metà delle consulenze (53%) sono reati, ove tra la vittima e il presunto autore intercorre un rapporto di tipo familiare e il più delle volte a subire la violenza, spesso ripetuta, è la donna (78%).

Nonostante si tratti di atti penalmente perseguibili, meno della metà dei casi di cui si sono occupati i centri di consulenza (45%) hanno dato luogo a un procedimento giudiziario. Nella gran parte si tratta di tentati omicidi (84% dei casi di consulenza per tale reato).

A prendere il primo contatto con il centro di consulenza sono specialisti (22%), organi di polizia e giustizia (20%) e persone di fiducia (11%). Solo il 45% delle vittime lo fa direttamente.

Assistenza psicologica e giuridica

Nell'87% dei casi i consultori offrono un aiuto generale. Nella maggioranza l'assistenza è di natura psicologica (54% di tutte le consulenze) e/o giuridica (52%). Un aiuto finanziario immediato è stato prestato nel 29% delle consultazioni. In prevalenza riguarda le spese per un avvocato (13% delle consulenze), una terapia non medica (9%) e/o un alloggio d'urgenza (6%).

Per quanto riguarda gli indennizzi, nel 2005, le autorità cantonali si sono pronunciate in via definitiva su 866 domande d'indennizzo e di riparazione per torto morale, il 17% in meno rispetto al 2004. Le autorità hanno accolto 153 domande per un ammontare di oltre 1,1 milioni di franchi. La metà delle somme accordate non superava tuttavia i 2'121 franchi.

Quanto alle domande di risarcimento morale (600), le somme attribuite hanno raggiunto complessivamente 5,3 milioni di franchi. Nel 50% dei casi, il singolo risarcimento è stato inferiore ai 5'000 franchi. Dall'introduzione della statistica nel 2000, non sono mai state registrate somme minori nell'ambito degli indennizzi e dei risarcimenti morali accordati.

swissinfo e agenzie

In breve

La legge federale sull'aiuto alle vittime (LAVI) viene applicata a tutte le persone che hanno subito violenza e che sono lese nella loro integrità fisica, psichica e sessuale in modo diretto.

Ogni vittima può rivolgersi al centro di consultazione di sua scelta e ne riceverà assistenza giuridica, materiale e psicosociale. L'assistenza offerta dipende dai bisogni della vittima.

I diritti delle vittime sono stati migliorati. La vittima può costituirsi per esempio parte civile o querelante. Inoltre ha il diritto all'interrogazione da una persona dello stesso sesso ed a un processo a porte chiuse e può rifiutarsi alle domande toccando l'intimo.

Nella procedura penale la vittima può chiedere presso l'autore della violenza indennizzo e riparazione per il torto subito.

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Violenza domestica

Dal 1° aprile 2004, data di entrata in vigore di una modifica del Codice penale svizzero, gli atti di violenza domestica sono perseguibili d'ufficio e non più solo in seguito a denuncia.

Nel 2006 parlamento ha modificato inoltre il codice civile, dando ai giudici la facoltà di ordinare agli autori di atti di violenza di allontanarsi dal domicilio comune per un tempo determinato.

Il giudice potrà anche vietare all'aggressore di avvicinarsi all'alloggio della vittima e di contattarla.

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