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Volata sul Mont Ventoux

L'arrivo vincente di Richard Virenque sul mitico traguardo del Mont Ventoux.

(www.letour.com)

Il Tour de France lascia i Pirenei e si lancia verso le Alpi, ultimo serio banco di prova prima di arrivare al gran finale di Parigi. Svizzeri in vista.

Il Tour de France si concede un giorno di pausa (il secondo ed ultimo). Un'ottima occasione per tastare il polso ai rossocrociati alla 'Grande Boucle': come si stanno comportando gli unici tre svizzeri al via? Quale il bilancio rossocrociato ad una settimana dal termine?

Raggiungendo lo scenario 'lunare' del Mont Ventoux, la Provenza ha capito che anche questa edizione sarà soprannominata 'Tour de...Lance'. Dove Lance sta per Armstrong, il fuoriclasse texano della bicicletta, che vola verso la sua quarta affermazione alla Grande Boucle.

Bilancio rossocrociato soddisfacente

Tre atleti e una vittoria di tappa, due giorni in maglia gialla, e altri tre con il segno del primato riservato al miglior giovane. Il bottino - raccolto da Rubens Bertogliati - tiene alto l'onore svizzero alla Grande Boucle.

A titolo di paragone vale forse la pena sottolineare che, ad esempio, nessun italiano (sui 29 iscritti al Tour de France) ha ancora vinto una tappa, mentre i francesi si sono riscattati in questi giorni con Richard Virenque.

Zberg e Dufaux conoscono bene le Alpi e non è escluso di poterli vedere davanti già da martedì, quando la carovana affronterà la tappa che porterà i concorrenti da Vaison a Lex Deux Alpes (226,5 km).

Filippo Frizzi

Bertogliati: due giorni indimenticabili

7 luglio 2002: questa data, un tantino particolare per gli amanti della numerologia, rimarrà sempre impressa nella mente di Rubens Bertogliati.

Il portacolori della Lampre-Daikin, 23 anni di Lugano, ha sorpreso tutti a mille metri dal traguardo della prima tappa in Lussemburgo, con un'azione fulminea, che ha preso in contropiede gli sprinter e gli ha regalato la seconda vittoria da professionista oltre alla maglia gialla.

Il finale, con gli ultimi mille metri in salita, ha permesso il guizzo di Rubens, che è sgusciato fuori dal gruppo, con un colpo alla Tchmil che ha messo in ginocchio gente del calibro di Zabel, Baldato, O'Gready...

Bertogliati ha indossato per due giorni la maglia gialla (non succedeva ad uno svizzero dal 1995 quando fu Zülle ad imporsi nel prologo, ndr) e per tre quella bianca, riservata al miglior giovane under 25, passato professionista negli ultimi tre anni.

Dopo i giorni di gloria, Rubens ha iniziato a lavorare per il leader della Lampre, il lituano Rumsas, tra i primi nella classifica generale.

Laurent Dufaux allo scoperto a Plateau de Beille

Appena la strada ha iniziato a salire è emerso Laurent Dufaux (Alessio), che nella seconda tappa pirenaica è andato in fuga con Laurent Jalabert (che abita a due passi da Ginevra, ndr) verso il traguardo di Plateau de Beille.

Quella dei due Laurent è stata una fuga molto lunga (120 chilometri) ed è stata vanificata da Lance Armstrong, passato a velocità doppia oltre i due fuggitivi.

Dufaux (33 anni) ha però dimostrato di essere presente: riuscirà a piazzare la zampata vincente - forte anche della sua esperienza - nelle tappe alpine? Conoscendo il carattere e la tempra del romando, sono aperte le scommesse...

Laurent Dufaux ha iniziato a correre nel 1991, con la squadra svizzera Helvetia e in carriera ha ottenuto 29 vittorie da professionista.

Beat Zberg beffato da Millar a Béziers

Anche Beat Zberg ha 33 anni ed ha dato i primi colpi di pedale con i colori dell'Helvetia di Köchli. Il ciclista urano si è messo in evidenza sabato, nella tappa che ha portato la carovana a Béziers.

Zberg (Rabobank) però non è riuscito a controllare lo scatto di David Millar, suo compagno di fuga assieme a Jalabert (ancora lui!) ed ha così visto sfumare la prima vittoria al Tour.

La Rabobank ha vinto finora soltanto una tappa con l'olandese Kroon, mentre il leader Erik Dekker - entrato in parecchie fughe nei primi 10 giorni di corsa - non è parso al meglio della forma.

Si puntava molto, in casa olandese, su Leipheimer in salita: ora che lo statunitense è fuori classifica, ci potrebbe essere spazio proprio per Beat Zberg, vecchio marpione delle corse a tappe.

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