Navigazione

Saltare la navigazione

Funzionalità principali

Votazioni federali Dieci mesi dopo, gli svizzeri rivotano sull’immigrazione

Un immagine tradizionale, anche se la grande maggioranza degli svizzeri vota ormai per corrispondenza.

(AFP)

Il popolo svizzero era chiamato ancora una volta alle urne questo fine settimana per esprimersi sull’immigrazione. Un’iniziativa popolare chiede di limitare la crescita demografica per proteggere le risorse naturali. I votanti si sono pronunciati anche sull’abolizione dei forfait fiscali per ricchi stranieri e sull’aumento delle riserve auree della banca nazionale.

Il 9 febbraio scorso, i votanti accettavano l’iniziativa «Contro l’immigrazione di massa». Promossa dalla destra conservatrice, la modifica costituzionale prevede l’introduzione di contingenti e tetti massimi all’immigrazione. L’iniziativa «Ecopop», su cui si vota domenica, è nata invece in cerchie che si richiamano all’ecologia, pur non trattandosi di partiti tradizionalmente attivi nella difesa dell’ambiente (ecologisti e verdi liberali).

Il testoLink esterno di questa iniziativa chiede che la popolazione residente in Svizzera sia «compatibile con la conservazione a lungo termine delle basi naturali della vita». Concretamente, viene proposto che il saldo migratorio netto in Svizzera non superi lo 0,2% della popolazione residente su una media di tre anni. L’iniziativa domanda anche che il 10% dei fondi per l’aiuto allo sviluppo sia investito in progetti di pianificazione famigliare nei paesi in via di sviluppo.

2° sondaggio gfs.bern/SSR (1)

PLACEHOLDER

Tre no sarebbero usciti dalle urne se la votazione del 30 novembre avesse avuto luogo la settimana scorsa, secondo il nuovo sondaggio del gfs.bern. Ma un sì all'iniziativa Ecopop non è completamente escluso. Tendono invece chiaramente verso una bocciatura l'iniziativa sull'oro e quella per abolire la tassazione forfettaria.

 Il 56% degli intervistati ha detto che rifiuterà l'iniziativa "Stop alla sovrappopolazione – sì alla conservazione delle basi naturali della vita (iniziativa EcopopLink esterno)" il 30 novembre, il 39% che l'accetterà, mentre il 5% non ha ancora deciso.

PLACEHOLDER

L'iniziativa "in sé non ha veramente il potenziale per ottenere una maggioranza". Eppure ha "un argomento tattico in suo favore", puntualizza Claude Longchamp, responsabile dell'istituto gfs.bernLink esterno, che ha realizzato il sondaggio per conto della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR.

Infatti, gli oppositori pur avendo ancora la maggioranza assoluta, rispetto alla prima indagine demoscopica, effettuata un mese prima, hanno ceduto 2 punti percentuali. La stessa diminuzione si è registrata tra gli indecisi. Queste perdite di terreno sono andate a vantaggio dei fautori dell'iniziativa che, in confronto al primo sondaggio, avanzano così di 4 punti percentuali.

Un'evoluzione che è inabituale per un'iniziativa, sottolinea l'esperto. Solitamente, man mano che ci si avvicina al giorno del voto, i sì calano e i no aumentano.

L'insolita progressione dei sì non sembra frutto degli argomenti dei fautori, bensì di un argomento tattico, dice Longchamp. Solo il 47% degli intervistati è d'accordo con l'argomento secondo cui l'iniziativa Ecopop costituirebbe un freno alla cementificazione del territorio e soltanto il 32% la vede come un mezzo adeguato per migliorare la pianificazione familiare e la contraccezione nei paesi in via di sviluppo. Il 57% del campo dei sì, però, è del parere che l'iniziativa serva a mantenere la pressione sul governo federale ed evitare così che l'esecutivo non applichi alla lettera e con risolutezza l'iniziativa "Contro l’immigrazione di massa", approvata nella votazione dello scorso 9 febbraio.

Vertici UDC contrari

Questo argomento tattico ha registrato un aumento di popolarità nelle ultime settimane, soprattutto nei forum e nei social media. Il campo dei sì potrebbe ancora crescere entro il 30 novembre. Per Claude Longchamp, però, un rifiuto dell'iniziativa sembra lo scenario più probabile. Perché rispetto all'iniziativa "Contro l'immigrazione di massa" – per la quale i sostenitori sono cresciuti in dirittura d'arrivo e alla fine hanno vinto –, il livello dei consensi all'iniziativa Ecopop è inferiore di diversi punti percentuali.

A ciò si aggiunge il fatto che il più grande partito della Svizzera, l'Unione democratica di centro (UDC, destra conservatrice) questa volta è divisa. Il partito raccomanda di votare no e i suoi tenori, come Christoph Blocher, sono chiaramente opposti ad Ecopop. Ma alcune sezioni cantonali dell'UDC la sostengono.

In confronto al primo, nel secondo sondaggio del gfs.bern,  gli elettori dell'UDC che intendono bocciarla sono aumentati di 5 punti percentuali, salendo al 35%. Gli elettori dei partiti di centro e di quelli di sinistra la respingono chiaramente.

L'iniziativa è rifiutata dal 61% degli intervistati nella Svizzera francese e dal 56% nella Svizzera tedesca. In Ticino, al contrario, è approvata dal 56% dei partecipanti al sondaggio.

Speculazioni vane sull'oro

Grande interesse internazionale suscita soprattutto l'iniziativa sull'oroLink esterno, che chiede di vietare alla Banca nazionale svizzera (BNS) di vendere le riserve auree, di obbligarla ad avere almeno il 20% dei suoi attivi in oro e di depositare tutte le riserve nella Confederazione. Secondo degli analisti dei mercati internazionali, un sì all'iniziativa "Salvate l'oro della Svizzera", nella votazione del 30 novembre, potrebbe provocare un'impennata dei prezzi del metallo giallo e un apprezzamento del franco svizzero.

Ma agitazioni e speculazioni sembrano campate in aria, perché i consensi all'iniziativa sull'oro hanno avuto un consistente cedimento nelle ultime settimane. I sì si collocano ora al 38%, pari a 6 punti percentuali in meno del primo sondaggio. Il no hanno guadagnato 8 punti percentuali, salendo al 47%. Con un 15% (-2 punti percentuali), gli indecisi rappresentano ancora una buona fetta. Ma secondo Claude Longchamp, "con ogni probabilità" l'iniziativa sull'oro sarà respinta.

Anche tra l'elettorato dell'UDC, il testo ha perso terreno: i sì rappresentano ora il 62%, contro il 70% nella prima indagine."C'è una smobilitazione. Il partito è spaccato su questo tema e la sua campagna è relativamente moderata", osserva la ricercatrice del gfs.bern Martina Imfeld. Al contrario, la sinistra è riuscita a mobilitare il proprio elettorato contro l'iniziativa.

Nessun pericolo per i privilegi fiscali

Chiari sono i segnali di un rifiuto per l'iniziativa "Basta ai privilegi fiscali dei milionariLink esterno", che chiede di abolire le imposizioni forfettarie per ricchi stranieri. Nel nuovo sondaggio ottiene ancora soltanto il 42% di sì, contro il 48% un mese prima. Evoluzione inversa per gli oppositori che sono avanzati di 10 punti percentuali, al 46%. Gli indecisi sono scesi al 12% (-4 punti percentuali).

"L'argomento delle regioni di montagna, secondo cui soffrirebbero se l'imposizione forfettaria fosse soppressa appare convincente", afferma Martina Imfeld. La maggiore opposizione si riscontra nei cantoni di Vaud, Vallese, Ginevra e Ticino, ossia in quelli in cui vi sono più ricchi stranieri che beneficiano dell'imposizione secondo il dispendio. In quei cantoni, persino tra gli elettori del Partito socialista e dei Verdi l'iniziativa raccoglie meno simpatie che nel resto della Svizzera.

Sondaggio SRG SSR

Il sondaggio è stato realizzato dall’istituto gfs.bern su mandato della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR, di cui fa parte anche swissinfo.ch.

Per l’indagine demoscopica, i ricercatori del gfs.bern hanno intervistato, tra il 7 e il 15 novembre 2014, un campione rappresentativo di 1'412 persone con diritto di voto ripartite in tutte le regioni linguistiche della Svizzera. Il margine d’errore è del ±2,7%.

Gli svizzeri all’estero non sono stati considerati per il sondaggio. Il governo elvetico ha infatti deciso che le coordinate degli espatriati non possono essere comunicate per ragioni legate alla protezione dei dati.

Fine della finestrella

L’iniziativa dell’associazione Ecopop (Ecologia e popolazione) si scontra con un ampio fronte di contrari. Tutti i partiti politici, da destra a sinistra, così come una lunga lista di organizzazioni (sindacati, associazioni economiche, chiese e ONG), si oppongono al progetto. L’iniziativa – sostengono – è troppo estremista, colonialista, mette in pericolo la tradizione umanitaria della Svizzera e rappresenta un freno allo sviluppo economico del paese.

Anche l’Unione democratica di centro (UDC, destra conservatrice), all’origine dell’iniziativa «contro l’immigrazione di massa», ufficialmente chiede di respingere il progetto. Lo stesso vale per i movimenti ecologisti tradizionali, anche se manifestano una certa comprensione per l’obiettivo di Ecopop di ridurre l’impronta ecologica dell’umanità.

Dalle urne uscirà con grande probabilità un ‘no’. Questa iniziativa potrebbe però registrare uno score più che onorevole, tenuto conto di questa opposizione quasi unanime. Dall’ultimo sondaggio è emerso che il 39% delle persone intervistate è favorevole, il 56% contrario mentre gli indecisi sono il 5%.

Questo buon risultato si spiegherebbe soprattutto per una ragione tattica: molti votanti accetterebbero il testo solamente per far pressione sul governo affinché applichi veramente l’iniziativa «Contro l’immigrazione di massa», spiegano gli autori del sondaggio.

Equità contro attrattiva

La seconda iniziativa sottoposta al voto emana dai ranghi della sinistra. Essa chiede l’abolizione dei forfait fiscali per ricchi stranieri.Link esterno

Questo sistema permette a facoltosi stranieri residenti in Svizzera che non esercitano attività lucrative, di essere tassati unicamente sulla base delle loro spese e non sulle loro entrate e sul patrimonio reale. Più di 5'600 persone ne approfittano, tra cui grandi nomi dello spettacolo o dello sport, come l’ex pilota di Formula 1 Michael Schumacher o il giocatore di tennis francese Jo-Wilfried Tsonga.

dossier Votazione del 30 novembre 2014

No all'abolizione dell’imposizione forfettaria, alla limitazione dell’immigrazione e al divieto di vendere l’oro della Banca nazionale. Il popolo ...

I forfait sono utilizzati principalmente nei cantoni latini, Vaud in testa. Certi cantoni, come Zurigo, hanno già abolito questa pratica, mentre altri, tra cui Berna, hanno rifiutato di sopprimerli. Con l’iniziativa «Basta ai privilegi fiscali dei milionari» il dibattito è ora su scala nazionale.

Il progetto provoca uno scontro destra-sinistra piuttosto classico. A sinistra si ritiene che questo sistema, piuttosto opaco, non sia equo. Non è normale che uno svizzero della classe media paghi percentualmente più imposte di un milionario straniero che beneficia di un forfait. La sinistra denuncia anche le perdite che questi esiliati fiscali causano nei loro paesi d’origine.

A destra gli argomenti sono più pragmatici. L’abolizione dei forfait diminuirebbe l’attrattiva fiscale ed economica della Svizzera. Diversi paesi, tra cui ad esempio il Belgio o il Portogallo, cercano pure di attirare persone facoltose. Secondo la destra, abolire i forfait fiscali in Svizzera non cambierebbe nulla a livello globale. Al massimo servirebbe a «tirarsi la zappa sui piedi».

Secondo i sondaggi, la maggioranza degli svizzeri potrebbe lasciarsi convincere da questi argomenti. Stando alle ultime cifre, il 46% degli intervistati rifiuta l’iniziativa, il 42% l’accetta e il 12% è indeciso.

I mercati osservano

L’ultima iniziativa, lanciata da un comitato di esponenti dell’UDC, s’intitola «Salvate l’oro della Svizzera» e chiede di ricostituire le riserve aureeLink esterno della Banca nazionale svizzera (BNS). All’inizio degli anni 2000, la BNS aveva venduto oltre la metà delle sue riserve d’oro. Da molto tempo, infatti, il metallo giallo non serve più a garantire la copertura della massa monetaria e ha perso la sua funzione di valore rifugio.

Secondo l’UDC, questa politica equivale a dilapidare il patrimonio nazionale. Nella sua iniziativa, il partito di destra chiede quindi di vietare nuove vendite e di aumentare le riserve auree affinché esse rappresentino almeno il 20% degli attivi della BNS, contro il 7,6% attualmente. Inoltre, tutto l’oro dovrebbe essere custodito in Svizzera e non in parte all’estero come accade oggi.

Gli altri partiti si oppongono all’iniziativa. Ritengono che diminuirebbe fortemente il margine di manovra della BNS. I contrari fanno anche valere che non bisogna sopravvalutare l’importanza dell’oro: questo metallo prezioso non genera interessi e può rapidamente perdere valore.

I mercati finanziari osservano con attenzione l’evoluzione della situazione. Se l’iniziativa fosse accettata, la Svizzera dovrebbe acquistare grandi quantità d’oro, ciò che avrebbe ripercussioni sul mercato mondiale. Le borse non hanno però molte ragioni di agitarsi: stando all’ultimo sondaggio, l’iniziativa è respinta dal 47% dei votanti, contro il 38% di ‘sì e il 15% di indecisi.


(traduzione di Daniele Mariani), swissinfo.ch

Neuer Inhalt

Horizontal Line


Sondaggio svizzeri all'estero

Sondaggio

Cari svizzeri all'estero, le vostre opinioni contano

Sondaggio

subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.