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Widmer-Schlumpf: “ci sarà più collegialità”

(Keystone-ATS) Più collegialità all’interno del Consiglio federale e maggiore collaborazione fra i dipartimenti: è quanto prevede la neo presidente della Confederazione Eveline Widmer-Schlumpf (PBD).

Nel Consiglio federale lavorano sette persone, ma “nessun oggetto riguarda un solo dipartimento”, dichiara la Widmer-Schlumpf in interviste pubblicate oggi dalla “Neue Zürcher Zeitung”, dal “St. Galler Tagblatt” e dalla “Neue Luzerner Zeitung”.

La presidente della Confederazione prevede una maggiore collaborazione all’interno del governo, soprattutto per quel che riguarda la presentazione degli oggetti messi in votazione. Quando il progetto di reti di cure integrate (Managed Care) sarà approvato, il nuovo ministro dell’interno Alain Berset (PS) otterrà “sicuramente” l’appoggio degli altri membri del governo.

“Managed Care” è in effetti un progetto che riguarda in primo luogo la sanità pubblica, ma ha pure conseguenze sulle finanze e sull’economia pubblica, afferma la consigliera federale.

Per Widmer-Schlumpf, un partito può decidere di andare all’opposizione, fintanto che ciò riguarda l’attività in parlamento. “Più difficile è invece se un membro del consiglio federale vuole fare in primo luogo la politica del suo partito”.

Nella interviste, la presidente del governo si esprime anche sull’imminente passaggio di Didier Burkhalter (PLR) al Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). All’interno del consiglio federale la questione è stata “discussa a fondo”, ha detto la Widmer-Schlumpf. Ai membri del governo è sembrato giusto che Burkhalter passasse agli esteri “in un momento in cui le relazioni con l’UE e con altri Paesi sono fondamentali per la Svizzera”.

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