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Wolfowitz si dimette, la Svizzera si rallegra

Paul Wolfowitz lascia la presidenza della Banca mondiale

(Keystone)

Dopo aver offerto il fianco alle critiche per un caso di nepotismo, il direttore della Banca mondiale Paul Wolfowitz ha annunciato che lascerà il suo incarico a fine giugno.

Per la Svizzera si tratta di una buona cosa. Il passo di Wolfowitz contribuisce alla soluzione di un conflitto che stava minacciando sempre più il buon funzionamento della Banca mondiale.

Dopo aver rifiutato a lungo le dimissioni, Paul Wolfowitz cede. Aver favorito la carriera professionale della sua compagna gli è stato fatale ed ha nuociuto all'immagine della Banca mondiale che si è ritrovata con un problema di credibilità: come combattere la corruzione nel mondo, se il proprio presidente si macchia di nepotismo?

«Ci sono stati errori da entrambe le parti», riconosce la Banca mondiale. E questa dichiarazione è il compromesso imposto da Wolfowitz. Senza non avrebbe accettato di dimettersi.

Ritorno alla normalità

Con le dimissioni si chiude un capitolo difficile per la Banca mondiale (BM), cominciato proprio con la nomina di Wolfowitz, voluta dal presidente degli Stati uniti e contestata da innumerevoli altri paesi che rimproveravano all'ex vicesegretario USA alla difesa di essere stato l'architetto della guerra in Iraq. La Svizzera era stata uno dei pochi paesi europei ad aver sostenuto la nomina di Wolfowitz.

Ma il passo falso di quest'ultimo ha reso molto difficile il lavoro della BM e già a metà aprile – in occasione delle assemblee del Fondo monetario internazionale e della BM – la ministra dell'economia elvetica Doris Leuthard aveva detto a swissinfo che era necessario trovare «una soluzione rapida» per evitare danni all'immagine e alla credibilità della BM.

Dopo l'annuncio delle dimissioni, Evelyn Kobelt, portavoce del Dipartimento federale dell'economia (DFE) ha affermato che la Confederazione si rallegra della decisione di Paul Wolfowitz. Kobelt sottolinea che in questo modo Wolfowitz contribuisce alla soluzione del conflitto interno che nelle ultime settimane bloccava sempre più il lavoro dell'istituto.

La speranza generale è che la Banca mondiale possa ritornare al più presto alla normalità.

La portavoce del DFE riconosce all'ex vicesegretario alla difesa degli Stati uniti un «grande impegno personale»: il suo lavoro è stato meritevole, in particolare quello a favore dell'attuazione del piano d'azione per l'Africa.

La vicenda

L'errore di Paul Wolfowitz risale al 2005, ma è stato reso noto solamente ad inizio aprile.

Tre mesi dopo il suo arrivo alla testa della Banca mondiale, Wolfowitz ha ordinato il trasferimento della sua compagna Shaha Riza al Dipartimento di Stato statunitense. La Riza, una cittadina britannica di origini libiche lavorava alla BM da otto anni. Wolfowitz dice di aver agito per evitare un conflitto d'interessi. Una regola della banca vieta infatti che due persone legate sentimentalmente siano in un rapporto di dipendenza gerarchica.

Il problema è che Wolfowitz ha agito senza chiedere l'accordo preliminare dell'ufficio di etica della BM. Inoltre, il trasferimento della Riza è stato accompagnato da una promozione e da un aumento di salario di oltre 50mila dollari all'anno.

Un'organizzazione non governativa americana stima che la donna - non sottoposta ad imposte in quanto legata alla BM - guadagni più della responsabile del Dipartimento di Stato, Condoleeza Rice.

swissinfo e agenzie

Paul Wolfowitz

Il 63enne Paul Wolfowitz è diventato presidente della Banca mondiale nel 2005. Un tempo docente di politologia alla prestigiosa università di Yale, Wolfowitz è considerato uno dei padri intellettuali del gruppo di politici neoconservatori che esercita un notevole influsso su George W. Bush.

Negli anni Ottanta, Wolfowitz è stato ambasciatore degli Stati uniti in Indonesia. Il suo ritorno sullo scacchiere politico è avvenuto in concomitanza con l'elezione di George W. Bush. Nel 2001 è diventato vice dell'allora Segretario alla difesa Donald Rumsfeld.

Come vicesegretario USA alla difesa, Wolfowitz si è conquistato una fama di "duro" che non l'ha però aiutato a raccogliere consensi quando è stato nominato al vertice della Banca mondiale su proposta di Bush.

È tuttavia riuscito a convincere numerosi oppositori attraverso la lotta alla povertà e alla corruzione.

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