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‘SOS Stazione Centrale’ a rischio

Lo storica struttura milanese di aiuto agli emarginati è in difficoltà finanziarie; i contributi della Città sono vieppiù diminuiti a poche migliaia di euro

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Forse nemmeno lui avrebbe immaginato che, nel giro di 25 anni esatti, la sua vita sarebbe cambiata così tanto. All’inizio degli anni Ottanta Maurizio Rotaris era infatti nel carcere di massima sicurezza di Badu e Carros, in Sardegna. Detenuto per reati di terrorismo, come appartenente al gruppo Prima Linea.

Uscito in libertà grazie alla allora Legge Vassalli, fu preso sotto l’ala protettiva di don Antonio Mazzi, nelle file di Exodus, a Milano. E a lui, ex terrorista e anche ex tossicodipendente, fu affidato il compito di “gestire” Sos Stazione Centrale, il centro di aiuto ai drogati, ai clochard, agli emarginati che vagavano dentro e fuori la stazione centrale di Milano.

Sono trascorsi 25 anni. Sos Stazione Centrale è sempre lì, nel sottopasso dello scalo ferroviario, quasi celato agli occhi dei milanesi che percorrono quel tunnel sempre in auto. Da allora a oggi gli emarginati non sono certo diminuiti di numero, ma sono passati tutti o quasi tutti almeno una volta per Sos. Migliaia di persone, italiane e straniere, donne e uomini, alle quali Maurizio, con pazienza e dedizione ha sempre trovato una parola di conforto, una coperta, una scatola di biscotti, uno spazio dove dormire, un indirizzo dove cercare altro aiuto o un lavoro provvisorio.

In 25 anni si è anche consolidato il rapporto con altre associazioni simili e con la città attraverso varie iniziative (all’inizio dell’inverno, per esempio, la cittadinanza viene invitata a portare a Sos, per i clochard che vivono in strada coperte, maglioni, piumini e sacchi letto).

Anche il Comune di Milano ha sempre dato una mano, ma i fondi sono via via diminuiti, nonostante le mille promesse dei politici che si sono avvicendati. E quest’anno il progetto di distribuzione dei fondi (colpa forse delle spese e degli eventi di Expo, colpa forse di altro…) prevede di “aiutare” Sos Stazione Centrale con una somma che nemmeno coprirebbe le spese della bolletta della luce o del riscaldamento. Trattative da mesi sono in corso, fra mille difficoltà, ma se i fondi non basteranno (finora proprio don Antonio Mazzi si faceva carico di “coprire la differenza”), potrebbe scattare la chiusura per Sos Stazione Centrale. E sarebbe un dramma per migliaia di persone.

Maurizio Rotaris lancia dunque un appello: aiutateci, se potete. Lui, che nel frattempo è diventato anche un valido chitarrista, capace di metere in piedi apposta un grande gruppo musicale dal nome che è tutto un programma (la “Bar Boon Band”), chiede una mano. Magari potrebbe essere la musica la chiave giusta. Magari proprio il concerto che la Bar Boon Band farà a Milano il 24 dicembre, la vigilia di Natale. E chissà che non arrivi un regalo per Sos Stazione Centrale.

Claudio Moschin

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