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Limitare l’uso di pesticidi? Il Nazionale dice no

trattore spruzza un campo
Per la maggioranza dei consigliere nazionali, l'agricoltura sta già facendo abbastanza per ridurre l'uso di pesticidi. © Keystone / Gaetan Bally

La Camera bassa del Parlamento svizzero ha respinto giovedì due iniziative popolari che vogliono limitare l'uso di pesticidi nell'agricoltura.

Le iniziative sull’acqua potabile e “Per una Svizzera senza pesticidi sintetici” sono da sottoporre al popolo senza controprogetti e con raccomandazione di respingerle. È quanto ha deciso giovedì la maggioranza del Consiglio nazionale.

+ Cos’è un controprogetto?

Il “no” alle due iniziative è venuto dai partiti di centro e di destra, mentre la sinistra le sosteneva, principalmente perché delusa dalla bocciatura dei controprogetti.

Troppo radicali

Le due proposte di modifica costituzionale sono troppo radicali, ha sottolineato il consigliere nazionale del Partito liberale radicale (PLR, destra) e direttore dell’Unione svizzera dei contadini Jacques Bourgeois. Le iniziative sono talmente estreme che metterebbero addirittura in pericolo le coltivazioni biologiche. Anche l’allevamento di polli e maiali non sarebbe più possibile in Svizzera, ha sostenuto.

La conseguenza sarebbe un forte aumento delle forniture dall’estero. Ogni chilogrammo prodotto in meno dovrà infatti essere importato, ha affermato Albert Rösti (Unione democratica di centro, destra conservatrice). Ciò è però in contraddizione con il decreto federale sulla sicurezza alimentare approvato dal popolo con il 78% dei voti [nel settembre del 2017, ndr], ha sottolineato.

Da parte sua, Fabio Regazzi (Partito popolare democratico, centro) ha ricordato come grazie agli sforzi del settore l’utilizzo di prodotti fitosanitari nell’agricoltura convenzionale sia scesa del 27% in dieci anni, per il glifosato si parla di un meno 45%, mentre l’impiego di antibiotici per gli animali da reddito sia calato del 50%.

Il ministro dell’economia Guy Parmelin ha precisato che il Governo non è stato con le mani in mano e ha ricordato le misure adottate nel quadro della Politica agricola 2022+ e nel Piano d’azione dei prodotti fitosanitari. Questi strumenti permetteranno di rispondere alle preoccupazioni dei promotori dell’iniziativa, ha aggiunto Parmelin.

Misure insufficienti

Il piano d’azione previsto nella Politica agricola 2022+ non è invece soddisfacente visto che non è giuridicamente vincolante, ha replicato Silva Semadeni (Partito socialista). Non permette insomma di rispondere alle preoccupazioni della popolazione “che chiede a gran voce misure efficienti”. Per la grigionese serve quindi “una risposa convincente”.

Per il suo compagno di partito Roger Nordmann, i controprogetti si giustificano anche per non limitare gli sforzi in atto per diminuire l’uso dei pesticidi alla sola agricoltura. Si potrebbe così tener conto anche del loro utilizzo in altri campi come nei giardini privati o ai bordi delle strade.

Oltre allo schieramento rosso-verde, anche alcuni deputati borghesi hanno difeso i controprogetti. “Occorre tener conto delle preoccupazioni diffuse in merito ai rischi legati all’impiego di prodotti fitosanitari”, ha ad esempio affermato – già ieri – Giovanni Merlini (Partito liberale radicale). Anche per Roberta Pantani (Lega) è ragionevole proporre controproposte per non correre il rischio che le iniziative vengano accettate dal popolo.

Al voto, le idee di affiancare dei controprogetti alle due proposte di modifiche costituzionali sono però state bocciate (con rispettivamente 116 voti contro 78 e 120 voti contro 71). Respinta, con 111 voti contro 78 e 4 astensioni, anche l’eventualità di rinviare le due iniziative in commissione con l’incarico di preparare delle controproposte. Il dossier passa ora agli Stati.

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Cosa chiedono le iniziative e i controprogetti

L’iniziativa popolare “Acqua potabile pulita e cibo sano – No alle sovvenzioni per l’impiego di pesticidi e l’uso profilattico di antibiotici (Iniziativa sull’acqua potabileCollegamento esterno)” chiede che i pagamenti diretti siano erogati soltanto alle aziende agricole che non impiegano pesticidi, non fanno un uso profilattico di antibiotici nella detenzione di animali e possono nutrire le loro bestie con il foraggio prodotto nell’azienda.

L’iniziativa “Per una Svizzera senza pesticidi sintetici”Collegamento esterno chiede di vietare l’uso di queste sostanze nella produzione agricola, nella cura del suolo e del paesaggio. Propone inoltre di proibire l’importazione a fini commerciali di derrate alimentari contenenti pesticidi sintetici o per la cui produzione sono stati utilizzati tali pesticidi.

I controprogetti, chiesti da una minoranza della commissione, miravano in particolare a dimezzare i rischi connessi all’impiego di prodotti fitosanitari mediante adeguamenti a livello di legge, a promuovere soluzioni alternative alla protezione chimica dei vegetali e a ridurre l’apporto di additivi nelle falde acquifere.

In questa intervista, il relatore speciale dell’ONU Baskut Tuncak, incaricato l’impatto dei pesticidi sui diritti umani, illustra la situazione a livello internazionale e commenta la posizione svizzera:


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