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Profughi in diminuzione, Berna chiude due centri

La responsabile di Giustizia e polizia Karin Keller-Sutter
Keystone

L'evoluzione al ribasso delle domande di asilo ha costretto Berna a rifare i conti. La responsabile del Dipartimento federale di giustizia e polizia Karin Keller-Sutter ha infatti deciso di chiudere temporaneamente due centri federali per profughi, risparmiando così 30 milioni di franchi all'anno in costi di gestione.

La Confederazione però ha sottolineato di non voler rinunciare ai previsti ampliamenti delle strutture di accoglienza per disporre a breve di una capacità complessiva di 5’000 posti letto.

Nel corso di una conferenza stampa il segretario di Stato per la migrazione Mario Gattiker ha specificato che con la chiusura di Kappelen (BE) e Muttenz (BL) ci saranno ancora 2’200 letti disponibili (contro i poco più di 4’000 attuali).

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Si procederà comunque con il potenziamento previsto dalla nuova legge sull’asilo, entrata in vigore lo scorso primo marzo: sabato prossimo sarà inaugurato il centro a Flumenthal (SO) e va avanti la pianificazione di strutture analoghe in località da definire nel nord-ovest del paese e a Svitto.

Per il capo della Segreteria di Stato della migrazione (SEM) non c’è contraddizione alcuna tra le chiusure temporanee e la volontà di ampliare le strutture, poiché il settore dell’asilo è caratterizzato da una forte volatilità e la pressione migratoria, come avvenuto nel 2015, potrebbe crescere molto in fretta.

La futura dotazione di 5’000 letti, secondo le stime di Berna, consentirebbe di gestire 29’000 domande d’asilo all’anno e con 2’200 letti la SEM può occuparsi di circa 16’000 richieste (in caso di bisogno i servizi della migrazione possono riattivare i circa 1’800 posti sospesi in un periodo compreso tra quattro e dodici settimane).

Intanto però prosegue il calo delle domande inoltrate da profughi: quest’anno ne sono previste in totale 14’500, il dato più basso dal 2007 e all’inizio di settembre è già stato sospeso temporaneamente l’esercizio del centro speciale per richiedenti cosiddetti renitenti di Les Verrières (NE).

Resta il problema del rinvio dei richiedenti respinti, per i quali non tutti gli Stati collaborano adeguatamente. Per far fronte a questa situazione la Segreteria intende distaccare ulteriori funzionari di collegamento nell’Africa occidentale, nel Corno d’Africa o nel Medio Oriente. Ad ogni modo con una quota del 56% di espulsioni effettuate, la Svizzera figura tra i paesi più efficienti a livello europeo (la media Ue è infatti del 36%).

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