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Svizzera, 100 milioni per sei nuovi poli di ricerca

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I poli di ricerca nazionali (PRN) sono uno strumento della Confederazione che promuove la ricerca di punta in Svizzera. © Keystone / Ti-press / Pablo Gianinazzi

La Confederazione istituirà sei nuovi Poli di ricerca nazionali (PRN) specializzati in particolare nei settori dell'automazione, della resistenza agli antibiotici e della tecnologia quantistica. Questi progetti riceveranno circa 100 milioni di franchi fra il 2020 e il 2023.

I nuovi Poli Collegamento esternoverranno istituiti nelle università di Basilea, Ginevra, Losanna e Zurigo e nei Politecnici di Losanna (EPFL) e Zurigo (ETHZ) con il sostegno dei rispettivi rettorati, ha scritto lunedì il Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR).

I progetti sono stati selezioni in collaborazione con il Fondo nazionale svizzero per la scienza scientifica (FNS) Collegamento esternotra oltre 50 proposte. I finanziamenti andranno a progetti nel campo della resistenza agli antibiotici dell’università di Basilea, a ricerche sull’automazione di sistemi intelligenti dell’ETHZ e sull’evoluzione linguistica condotte delle università di Zurigo e Ginevra.

L’università di Losanna e l’ETHZ di Zurigo ricevono inoltre finanziamenti per un progetto che studia l’interazione dei microrganismi, l’università di Basilea per la creazione di sistemi informatici che utilizzano la teoria quantistica e l’EPFL per la ricerca di base in chimica sostenibile.

Digitalizzazione e innovazione

Questi progetti si caratterizzano sia per la loro qualità scientifica, sia per il loro potenziale di digitalizzazione e innovazione, scrive il DEFR.

Si tratta della quinta serie di finanziamenti ai Poli di ricerca. Dal 2001 la Confederazione li finanzia con particolare attenzione agli approcci interdisciplinari e all’innovazione nell’ambito delle singole discipline. A partire dal 2020 saranno in funzione 22 Poli di ricerca. Ogni settore di ricerca viene finanziato per un periodo massimo di dodici anni.

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“Borse” europee per 23 progetti svizzeri

Altre buone notizie per la ricerca elvetica sono recentemente arrivate anche dall’Unione Europea e più precisamente dal Consiglio europeo della ricerca (ERC).

Quest’ultimo, nell’ambito del programma di innovazione Orizzonte 2020, seleziona e finanzia ogni anno i progetti scientifici più promettenti tramite i cosiddetti “Consolidation GrantsCollegamento esterno“.

Quest’anno, 23 dei 301 ricercatori che li hanno ricevuti sono svizzeri (a titolo di paragone, sono 23 anche gli scienziati italiani che li hanno ottenuti).

Dei 600 milioni di euro distribuiti, ben 50 sono dunque arrivati nella Confederazione.

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