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Una moschea aperta a femministe e gay a Berlino

Uomini e donne che pregano gli uni accanto alle altre sotto la guida di un imam donna. Succede a Berlino dove a metà giugno è stata inaugurata una moschea aperta a tutti, femministe senza velo, omosessuali e fedeli di ogni corrente dell’Islam.

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Nata per iniziativa della stessa guida religiosa, che ha dovuto lottare per anni per vincere resistenze e pregiudizi degli ambienti più conservatori, la moschea vuole testimoniare il fatto che un altro Islam, tollerante e in sintonia con il XXI secolo, è possibile.

Non sono mancate le minacce di morte agli artefici di questa iniziativa, che sono stati raggiunti anche da una fatwa emessa in Egitto. Ma la maggioranza dei musulmani soprattutto in Europa, constata l’imam, sono laici e non si identificano nei culti officiati nelle moschee esistenti.

Per questo motivo la comunità religiosa berlinese, ospitata in un centro evangelico, cerca di intercettare questo sentimento diffuso nel mondo islamico, anche se meno visibile rispetto a quelli di grande impatto mediatico veicolati da frange radicali minoritarie. Del resto sono numerosi i musulmani che hanno manifestato interesse per l’esperienza berlinese.

E nella svizzera nord-orientale si stanno compiendo passi per replicare il progetto berlinese, al quale partecipa la svizzero-tunisina Saida Keller Messahli, fondatrice del forum per un islam progressista

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