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Algoritmo per distribuire i profughi, si parte a settembre

I modelli matematici contribuiranno a collocare i profughi in Svizzera in funzione delle loro attitudini professionali.

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L’algoritmo sviluppato dal Politecnico di Zurigo in collaborazione con l’Università di Stanford, che promette di ridistribuire i profughi nei vari cantoni sulla base delle possibilità concrete di trovare un lavoro è destinato infatti a trovare presto una sua applicazione reale: il nuovo metodo, illustrato all’opinione pubblica in gennaio, verrà infatti testato da questo autunno dalla Segreteria di Stato della migrazione (SEM). 

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In un grafico, la silhouette della Svizzera e i 5 pittogrammi raffiguranti i migranti distribuiti per tutto il Paese.

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Un algoritmo per distribuire i migranti

Questo contenuto è stato pubblicato al Dopo 3 anni di soggiorno nella Confederazione, soltanto il 15% dei richiedenti asilo ha un impiego. “È dura per me, parlo francese e non tedesco”, osserva Michel el-Arby, arrivato dalla Mauritania e assegnato al canton Svitto. Sta seguendo un corso di lingua, ma sul posto di lavoro ancora non capisce le consegne. “Nella Svizzera francese…

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Secondo i ricercatori che hanno sviluppato il tema, il tasso di migranti occupati potrebbe salire fino al 26% (oggi solo il 15% dei profughi è impiegato a 3 anni dal loro arrivo) se nella ripartizione fra i cantoni si tenesse conto anche dei criteri legati all’integrazione sul mercato del lavoro.

Utilizzando dati già a disposizione della SEM, l’algoritmo consentirebbe – sulla base delle caratteristiche individuali come l’età, la provenienza e le lingue parlate – di individuare le regioni che offrono maggiori possibilità di trovare un’occupazione.

Durante la fase sperimentale che inizierà a settembre una parte dei profughi continuerà ad essere distribuita con il sistema tradizionale e dal confronto tra le due esperienze si potrà capire, tra due tre anni, la reale efficacia del nuovo metodo.

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