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Monti di Sciaga Un franco per una casetta vista lago

Vista di un nucleo di paese con case in pietra e legno; dietro, montagna con due pascoli ben visibili

I pascoli di Sciaga (sulla montagna, a destra) ben visibili dal villaggio di Indemini (in primo piano).

(Keystone)

Cedere nove rustici in pietra alla cifra simbolica di un franco l'uno, purché l'acquirente si impegni a ristrutturarli: è l'idea avanzata dal Municipio di Gambarogno, nella Svizzera italiana, per recuperare e valorizzare il nucleo montano di Sciaga. Mentre la proposta attende di passare al vaglio del Consiglio comunale, abbiamo fatto due passi tra le vecchie costruzioni e chiesto lumi sul progetto al sindaco Tiziano Ponti.

Monti Sciaga è il nome di un alpeggio della frazione di IndeminiLink esterno, uno degli abitati più discosti del canton Ticino. Benché orograficamente si trovi in una valle che è quasi interamente territorio italiano (Val Veddasca), Indemini appartiene alla Svizzera e rimane così a 18 chilometri di curve (e un passo di montagna) dal municipio di Gambarogno, Comune di cui fa parte dall'aggregazione del 2010.

Le tipiche costruzioni in pietra compongono sia il nucleo storico del villaggio, sia quello montano di Sciaga, situato sul versante opposto della valle. A guardarlo da lontano, con il suo pascolo ben curato, non ha l'aria di un posto dimenticato. Ma una volta attraversato il torrente Giona e risalito il sentiero, lastricato in materiale grezzo del posto, si appura in effetti che le case sono in parte diroccate.

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Monti di Sciaga indicati su una cartina di swisstopo

I Monti di Sciaga si trovano in alta Val Veddasca, sul versante opposto a Indemini, villaggio al confine con l'Italia

Per valorizzare la memoria di questo antico insediamento, rovine comprese, è stato elaborato un progetto di recupero dei rustici che possono essere ancora legalmenteLink esterno riattati. Prevede che da un piccolo gruppo di edifici, nei pressi della fontana all'incrocio dei sentieri, si ricavi un rifugio alpino a spese del Comune: un'attrattiva per i mountain biker e per gli escursionisti diretti verso i monti Tamaro e Lema.

Altri nove rustici sarebbero invece ceduti a privati alla simbolica cifra di un franco, con il vincolo di una ristrutturazione ad arte e in tempi ragionevoli.

Per i potenziali acquirenti, sono state preparate delle schede descrittive dei nove stabili. Non pochi hanno chiesto di consultarle, da quando la notizia diffusa dal quotidiano LaRegione Ticino è stata ripresa anche a nord delle Alpi. Ma per l'acquisto vero e proprio, è presto: il messaggioLink esterno del Municipio deve essere esaminato in Commissione e votato, in autunno, dal Consiglio comunale.

Trovare nove acquirenti –o uno singolo, ad esempio una fondazione che li compri tutti- non sarà facile ma non è neppure impossibile: il nucleo di Sciaga offre una vista aperta su tutta la Val Veddasca fino al Lago Maggiore e dispone di un allacciamento all'acqua potabile (cfr. video sopra).

Nel 1999, un intervento di pulizia permise di recuperare oltre 15 ettari di superficie precedentemente occupata da arbusti e cespugli. Una giornata annuale di volontariato permise in seguito di tenere puliti il nucleo e la strada. Rispetto al progetto 'Far rivivere Sciaga', bocciato dall'Assemblea comunale di Indemini nel 2002, quello attuale non contempla un caseificio, ma mantiene un rilancio della gestione agricola dei terreni da sfalcio.

E chissà che, una volta che Sciaga avrà ripreso vita, non torni d'attualità l'idea di un collegamento veloce (la cui mancanza, si legge sul sito dell'ex comuneLink esterno, limita l'attività delle aziende agricole che sfruttano il pascolo per capre e pecore): una teleferica da Indemini.

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