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Violenza a Calais, il governo francese: “Non si passi più da qui”

All'indomani degli scontri più violenti mai registrati tra i migranti a Calais, il ministro dell'interno francese Gérard Collomb ha lanciato un appello affinché il flusso di persone che cerca di raggiungere la Gran Bretagna non passi più dalla località del nord della Francia.

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Quattro giovani eritrei erano ancora tra la vita e la morte venerdì dopo essere stati colpiti da proiettili durante dei violenti scontri del giorno prima a Calais, in seguito ai quali 21 persone sono rimaste ferite. 

Queste risse tra afghani e eritrei sono ricorrenti nella zona di Calais, dove centinaia di migranti continuano ad arrivare e ad accamparsi sperando di poter attraversare clandestinamente il canale della Manica con l’aiuto dei passatori. 

Il livello di violenza non è tuttavia mai stato così elevato e riporta alla mente la situazione critica precedente allo smantellamento, nel 2016, del campo profughi soprannominato la “Giungla”, dove vivevano stipate migliaia di persone. Da allora il numero di profughi si è ridotto drasticamente. Attualmente sono tra i 550 e i 600 secondo la prefettura, 800 secondo le associazioni di aiuto ai migranti.

Calais è “solo un miraggio “

Gli scontri hanno luogo mentre il governo di Emmanuel Macron sta preparando un progetto di legge che molti difensori dei diritti di migranti considerano come un severo giro di vite sulle condizioni di accoglienza. 

Gérard Collomb, il ministro degli interni francese, ha lanciato un appello affinché Calais perda la fama di un luogo da cui si può raggiungere facilmente il Regno Unito. 

Calais “è un miraggio, un muro contro il quale sbattono quelli che ci arrivano, rimanendovi bloccati per mesi nelle condizioni che vediamo oggi”, ha dichiarato, aggiungendo: “Il messaggio che voglio far passare è che se si vuole andare in Gran Bretagna, non è da qui che bisogna passare”. 

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