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Tasse frontalieri, se ne riparlerà (forse) dopo le elezioni

Con ogni probabilità la firma dell’accordo sul nuovo regime fiscale dei frontalieri slitterà a dopo le elezioni politiche italiane che si terranno nella prossima primavera. È quanto emerso dall’incontro odierno a Roma tra i ministri degli esteri Ignazio Cassis, alla sua visita ufficiale in qualità di responsabile del DFAE, e Angelino Alfano.

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Trattandosi di un tema politico, ha riconosciuto il titolare della Farnesina, questa potrebbe essere l’eventualità concreta che alla fine si farà strada, nonostante le pressioni elvetiche. In proposito Roma aveva posto la condizione dell’applicazione eurocompatibile dell’iniziativa contro l’immigrazione di massa, votata nel febbraio 2014 dal popolo svizzero, e per bocca di Angelino Alfano, ha fatto presente di attendere ancora le relative ordinanze del governo federale, che dovrebbero essere emanate nella prima metà di dicembre.

Ma difficilmente, in piena campagna elettorale, la maggioranza che sostiene l’esecutivo di palazzo Chigi, vorrà rischiare di alienarsi il potenziale consenso di 70’000 lavoratori frontalieri residenti in Lombardia e Piemonte. Del resto proprio negli scorsi giorni sette parlamentari del Partito democratico invitavano in una lettera il ministro degli Esteri italiano a non accelerare l’intesa fino a che non saranno garantite precise condizioni in favore dei confinanti piemontesi e lombardi. 

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Altro contenzioso aperto, ha precisato Ignazio Cassis riguarda l’accesso al mercato italiano da parte degli operatori finanziari elvetici. Ma in ogni caso, ha continuato il ministro elvetico, si può affermare che “globalmente i rapporti italo-svizzeri sono buoni”, come testimonia l’intensa e proficua collaborazione in ambito migratorio. Su questo aspetto il titolare della Farnesina ha espresso la sua “piena riconoscenza alla Svizzera per il suo impegno nell’attuazione del programma Ue di ‘relocation’ dei richiedenti asilo, attraverso la sua partecipazione volontaria all’iniziativa”.

Ma importanti passi avanti, hanno convenuto i due interlocutori, sono stati compiuti anche sul piano dei trasporti (a giorni sarà messa in funzione la linea Stabio-Arcisate che collegherà il Ticino a Varese e allo scalo di Malpensa), in ambito energetico e in quello ambientale.

“La scelta del ministro Cassis di effettuare in Italia la sua prima visita all’estero da consigliere federale è un riconoscimento chiaro della proficuità e dell’eccellenza delle relazioni tra Italia e Svizzera in ogni settore”, ha sottolineato ancora Alfano, cui ha replicato il suo omologo esprimendo “il desiderio di inaugurare un corridoio di simpatia e dialogo con l’Italia”.

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