La televisione svizzera per l’Italia

Sessant’anni fa il debutto di Carosello

Alle 20.50 del 3 febbraio 1957, sessant’anni fa, debuttava l’indimenticato Carosello della RAI, 10 minuti di televisione cadenzati da sketch di puro spettacolo con attori o d’animazione, e un “codino” di 35 secondi di dichiarata pubblicità. Anzi: réclame. In onda ogni sera per vent’anni, fu sospeso solo in due occasioni: la morte di papa Giovanni XXIII e la strage di piazza Fontana.

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Grazie al Carosello, tra il 1957 e il 77, la settima sbarcò in tv: Olmi, Leone, Emmer dirigevano in 35 millimetri De Filippo, Gassman, Fo, Mina. Vi nacquero i personaggi di Calimero, Carmencita, la Linea.

“È stato anche una palestra di generi televisivi, e ha sancito l’entrata dell’Italia nella società dei consumi”, osserva Gabriele balbi, professore assistente in Media Studies all’Università della Svizzera italiana.

“È inoltre emblema di come la televisione diventi orologio pubblico, la tivù che detta i tempi della tua giornata”. Lo sanno bene i bambini di allora: dopo Carosello, tutti a letto!

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