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L’AlpTransit verso Sud (1)

"Siamo aiutati dalla Confederazione, sia come finanziamenti, sia come lavori", dice Maurizio Gentile

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Il presidente del Consiglio italiano, Matteo Renzi, non deve aver parlato, negli ultimi tempi, con Maurizio Gentile, amministratore delegato di Rete Ferroviaria italiana (RFICollegamento esterno). Se l’avesse fatto si sarebbe risparmiato una gaffe (“Stiamo facendo il S. GottardoCollegamento esterno“) e avrebbe scoperto che in Italia: “Siamo aiutati molto dalla Confederazione, sia come finanziamenti, sia come lavori”. Già, perché AlpTransit a Sud vede un impegno svizzero piuttosto considerevole.

Ed è per capire cosa sta succedendo al di là del confine ticinese, verso il porto di Genova, che oggi iniziamo una serie di speciali, in collaborazione con l’agenzia ALAnews, volti a scoprire cosa significhi Alptransit verso Sud e, sopratutto, cosa si stia facendo per rendere questo tracciato quel che dovrebbe essere: un collegamento su rotaia tra il porto di RotterdamCollegamento esterno e quello di GenovaCollegamento esterno. Prima fermata: Rete Ferroviaria italiana (l’equivalente delle FFS). L’epicentro, per il momento, è Gallarate, ma, da Gallarate, il tracciato dovrà proseguire verso Genova e le difficoltà non mancano certo.

“Il Governo italiano ha preferito concentrare i soldi sulla linea Rho GallarateCollegamento esterno per dare anche una risposta forte alla Svizzera”, precisa Gentile che indica nel Terzo ValicoCollegamento esterno l’opera principale. Trentasette chilometri di tracciato sotto gli Appennini. Un cantiere enorme, costoso e vittima di ritardi. “Il Terzo Valico è un’opera molto complessa. Ritardi di finanziamenti e smaltimento del materiale ci hanno ostacolato”. Fra le altre criticità della situazione italiana c’è la gestione dei treni merci superiori al tonnellaggio consentito dalle leggi. “Le tre regioni interessate alla linea – Lombardia, Piemonte e Liguria – si sono ritrovate nei giorni scorsi per pianificare un programma di lavoro volto a costruire una piattaforma integrata atta a migliorare il traffico dei treni merci”, dice Gentile. Gli chiediamo cosa cambierà, in Italia, dall’inaugurazione di AlptTransit. “Non cambierà molto – risponde – . I treni saranno sempre 290 al giorno fino al dicembre del 2021 quando ne vedremo 100 in più, come da programma”.

m.c./FF

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