Orti urbani
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Orti urbani

La mia piccola parcella


L’orto urbano è stato a lungo un simbolo della piccola borghesia svizzera. Oggi è apprezzato da gente di ogni nazionalità in quanto luogo di svago e di riposo. I racconti di Vito dall’Italia, Birsen dalla Turchia e Vaz dal Portogallo.

Negli orti ai piedi della montagna Uetliberg di Zurigo sventolano bandiere colorate di tutti i paesi. In estate, gli amanti del giardinaggio trascorrono le giornate sulle loro parcelle e ovunque si lavora sodo. I fiori fanno a gara a chi risplende di più, mentre nelle porzioni di terreno destinate agli ortaggi prosperano insalate e verdure. I bambini saltellano di qua e di là e si sente l’odore della carbonella. In quest’atmosfera pervasa dal profumo delle erbe aromatiche, regnano la gioia e la serenità.

Vito Curdo, Italia

«Ho un orto da tre anni. È fantastico! Il paesaggio, le verdure fresche… Ti liberi la mente. È bello quando vedi che le piante crescono bene. Mia figlia gioca volentieri con le bambine dei vicini, si può sfogare. È importante che i bambini abbiano un posto».

Fine della citazione


Diana e Andreas Bandomir, Polonia

«Nove anni fa abbiamo venduto la nostra casa e quindi non abbiamo più un giardino. Il giardino mi mancava e così abbiamo cercato un orto urbano. Adoro il mio biotopo con le sue rane e i suoi pesci. Mio marito si occupa delle verdure biologiche, io faccio i frullati. Sono buonissimi! I vicini sono simpatici e la vista è fantastica. A parte per le rose, non utilizziamo alcun veleno».

Fine della citazione





Gli orti urbani non sono sempre stati un luogo unicamente ricreativo. Nel XIX secolo, rappresentavano una fonte di sussistenza per le famiglie rurali che praticavano il lavoro a domicilio e per le operaie e gli operai delle fabbriche. Sulle parcelle nelle periferie delle città si coltivavano patate e verdura. All’epoca, gli orti domestici venivano allestiti nei quartieri operai con un obiettivo ben preciso: educare alla solerzia e al senso della famiglia, tenendo gli operai lontani dall’alcol e dalla politica. In tedesco, gli orti urbani o giardini familiari sono d’altronde chiamati “Schrebergärten”, dal nome del pediatra tedesco Moritz Schreber, una figura oggi controversa che preconizzava un’attività fisica intensa per reprimere lussuria e desideri.


René ed Evi Braun, Svizzera

«Produciamo quasi tutto quello che mangiamo. È così buono, nulla a che vedere con il supermercato. Amiamo la natura e abbiamo l’orto da tre anni. Qui possiamo dare aria al cervello. I nostri figli più grandi ci vengono con gli amici per fare delle grigliate».

Fine della citazione




Murat e Birsen Lavanur, Turchia

«Abbiamo l’orto da due anni e abbiamo ancora molto da imparare. Non è così facile come sembra. Preferiamo cucinare e grigliare qui, è piacevole. Lo facciamo con piacere e in compagnia. I bambini sono immersi nella natura e possono giocare liberamente».

Fine della citazione




In Svizzera, i titolari di orti urbani si sono organizzati in varie associazioni e nel 1925 hanno fondato un’organizzazione ombrello. La Federazione svizzera dei giardini familiari (FSGF) conta oggi 24'500 membri, i quali gestiscono una superficie complessiva pari a quella di 900 campi da calcio. In quanto istituzioni sociali, gli orti urbani offrono agli affittuari la possibilità di trascorrere il tempo libero in modo creativo e produttivo.

I giardini familiari sono il polmone verde di una città, come pure uno specchio della società e dell’epoca. Costituiscono un importante luogo d’integrazione nei comuni e nei quartieri. La federazione ombrello porta avanti dei progetti per offrire uno spazio ai bambini, agli anziani e ai rifugiati.


Sebastian Suva, Romania

«Sono nel comitato dell’associazione dei giardini. È importante dare il proprio contributo. Anche qui ci vogliono delle regole per lavorare in maniera pacifica gli uni accanto agli altri. Ho l’orto da cinque anni. Voglio che i miei figli sappiano come crescono le cose che mangiano e che il giardino va curato. Per me è un modo di controbilanciare il lavoro, posso pensare ad altro. Vengo volentieri nell’orto anche in inverno».

Fine della citazione



Pedro e Tavares Goncalvez, Portogallo

«È divertente essere nell’orto! Quello che preferiamo è fare la pizza e festeggiare con amici e parenti. Questo è importante nella vita! Qui ci rilassiamo dalla vita di tutti i giorni, siamo al sole e anche i nostri figli ci vengono volentieri».

Fine della citazione




Questo idillio non è però sempre privo di conflitti. Molti giovani e famiglie hanno poco tempo per occuparsi delle loro parcelle secondo le regole e vengono sollecitatati a mantenere un certo ordine. Invece di strappare le erbacce, preferiscono trascorrere una serata piacevole organizzando una grigliata tra amici. In un contesto multiculturale, non è sempre facile conciliare le diverse esigenze. È per questo che numerosi orti urbani in Svizzera insistono sull’ordine e la disciplina.


Famiglia Theiler, Svizzera

«Sin dalla creazione di questi giardini familiari nel 1965 siamo membri dell’associazione. Vorremmo rimanere qui per sempre. Le verdure, i bei fiori e il riposo sono impagabili! Apprezziamo molto il buon vicinato e il fatto che tutti sono pronti a dare una mano. In autunno, la preparazione del terreno in vista dell’inverno dà però parecchio lavoro».

Fine della citazione



Vaz, Portogallo

«Ho dei grossi problemi alla schiena e quindi non mi posso più occupare come si deve dell’orto. Vengono comunque qui volentieri e questo da dodici anni. Spesso mi siedo qui con il mio cane a riflettere».

Fine della citazione


Immagini e testo

Ester Unterfinger, swissinfo.ch

Produzione

Felipe Schärer Diem
Sylvie Stark