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Prevenire l’estremismo violento a scuola e nei club sportivi

Cantoni e Confederazione intendono introdurre 26 misure preventive nel nuovo piano nazionale contro il terrorismo, strumento che servirebbe a contrastare l’estremismo violento. Il progetto, ha anticipato il domenicale “Sonntagszeitung”, prevede il contributo dei responsabili di centri per richiedenti l’asilo, scuole e associazioni sportive, proponendo loro delle formazioni in merito e del materiale pedagogico. 

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Lo scopo e quello di aiutare chi lavora a stretto contatto con i giovani a riconoscere i segnali di un processo di radicalizzazione. L’Associazione svizzera degli insegnanti così come l’Ufficio federale dello sporti si sono detti scettici su quanto rivelato e temono un aumento del carico di lavoro per  docenti e allenatori. 

Secondo André Duvillard, della Rete integrata svizzera per la sicurezza, sarà importante convincere le persone interessate della bontà del progetto. Non è intenzione delle autorità imporre nulla a scuole e club sportivi, ha spiegato. Cantoni e Confederazione possono solo elaborare delle misure, sarà compito dei diretti interessati implementarle.

La problematica delle “spose della Jihad”

Un recente fenomeno che fa temere un aumento dell’estremismo violento in Europa, specialmente in Belgio e Olanda, è quello delle cosiddette “spose della jihad”. Sono donne partite con figli piccoli nei territori del sedicente Stato Islamico, o che laggiù hanno messo al mondo dei figli. 

Il loro ritorno solleva questioni molto delicate. Il servizio della Radiotelevisione svizzera. 

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