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Progetto Interreg Un museo diffuso transfrontaliero sul Monte San Giorgio

Valorizzare e promuovere il patrimonio naturale e culturale del sito riconosciuto dall'Unesco come patrimonio dell'umanità attraverso un museo diffuso su tutto il territorio del Monte San Giorgio e dei Monti Orsa e Pravello. Questo l'obiettivo del progetto Interreg sostenuto con due milioni di euro dal Fondo europeo di sviluppo regionale per la cooperazione tra regioni transfrontaliere.

Il Monte S.Giorgio è stato riconosciuto nel 2003 patrimonio dell'umanità dall'UNESCO, nel 2010 il riconoscimento è stato esteso anche ai Monti Orsa e Pravello. Questo riconoscimento prevede che tutti gli enti coinvolti - italiani e svizzeri - partecipino alla creazione di un'identità comune e la gestione del territorio sia coordinata e coerente al di qua e al di là del confine italo-svizzero. 

I programmi InterregLink esternoLink esternosono stati avviati dall'Unione europea con lo scopo di favorire l'integrazione delle regioni nelle spazio europeo e di promuovere uno sviluppo equilibrato che superi i confini nazionali.

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Con il progetto di Museo diffuso si vuole potenziare proprio questo aspetto. Obiettivo finale è  dunque quello di promuovere con nuove opere strutturali (centri d'informazione per turisti e centri di studio) e progettuali (rivitalizzazione di siti naturali e delle cave di Viggiù) la presentazione, interpretazione, protezione del patrimonio naturale del San Giorgio. 

Si vogliono anche coordinare i lavori scientifici e proteggere, valorizzare e divulgare le specificità del sito geo-paleontologico. Insomma sul territorio del basso Ceresio i fossili potranno essere visitati e ammirati non solo nei museiLink esterno chiusi ma anche e soprattutto camminando sul territorio.

Importante sostegno Ue

In un primo momento il contributo della Comunità europea doveva essere di 1.6 milioni di euro. La Regione Lombardia, giovedì 10 ottobre, ha per contro comunicato alla Comunità montana del PiambelloLink esterno (capofila italiano del progetto) che il contributo sarà di 2 milioni di euro. A fondo perso per il finanziamento di cinque progetti.

Si tratta in particolare a Clivio di portare studenti e studiosi a confrontarsi con i fossili trovati sul posto, a Saltrio si vuole ristrutturare una vecchia caserma della polizia da adibire a centro di informazione e servizi per i turisti. Porto Ceresio (dove arrivano auto, treni e barche) sarà invece il vero portale d'accesso della zona paleontologica. A Besano si vuole far rivivere la cade delle Piodelle, ovvero il sito dove sono stati rinvenuti i primi fossili della regione. Infine si vuole dare nuovo lustro alle cave di Viggiù, una meraviglia architettonica-geologica che molti ritengono siano come cattedrali gotiche sotterranee.

Da parte svizzera (capofila è la Fondazione del Monte San GiorgioLink esterno), il costo ammonta a 150 mila franchi per due progetti, 50 dei quali garantiti dalla Confederazione. Si tratta della valorizzazione storica della Miniera storica di Tre Fontane e l'Aula didattica nel bosco presso lo scavo paleontologico di Acqua del Ghiffo.

Con i nostri interlocutori abbiamo dunque cercato di capire di cosa si tratta concretamente. Un dato è certo: entro 3 anni i 7 progetti di questo Museo diffuso dovranno essere terminati.

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