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Tra Schengen e tradizione Solo i tiratori potranno tenere l'arma militare

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Servizio del TG sulla nuova direttiva europea sulle armi, che sarà recepita dalla Svizzera in quanto Stato Schengen.

La Svizzera adotterà la nuova direttiva dell’Unione europea sulle armi, con alcune deroghe volte a salvaguardare la tradizione. Chi vorrà tenere l’arma dopo il servizio militare potrà farlo solo se iscritto a una società di tiro e dimostrando di esercitarsi con regolarità. Fanno eccezione coloro che hanno già ricevuto fucile o pistola e i cacciatori.

Con la decisione presa venerdì dal Consiglio federale, la Svizzera adempie i suoi obblighi di Stato Schengen. La direttiva costituisce uno sviluppo dell’Accordo, dal quale la Confederazione potrebbe essere esclusa se non trasporrà le norme europee nel proprio dirittoLink esterno.

Il governo, che ora ha due anni di tempo per preparare una nuova legge e farla accettare dal parlamento, fa riferimento in un comunicato a deroghe speciali ottenute dalla Svizzera nelle discussioni a livello europeo, che tengono esplicitamente conto delle peculiarità elvetiche.

Nuove condizioni per tenere l'arma

Una volta prosciolti dall’obbligo di prestare servizio, i militari potranno ancora tenere l’arma d'ordinanzaLink esterno -se è un fucile, privato della possibilità di sparare a raffica- con il caricatore da venti cartucce. Sarà però necessario dimostrare di praticare regolarmente il tiro sportivo, iscritti a una società.

Coloro ai quali è già stata ceduta in proprietà un’arma dell’esercito, non dovranno restituirla. Esclusi dalla norma sono anche i cacciatori.

Un registro comune per le licenze

Lo scopo della direttiva europeaLink esterno è avere controlli più severi sulle armi, anche a salve o non adeguatamente disattivate. Impone fra l’altro agli Stati Schengen la creazione di un sistema di monitoraggio per il rilascio, o rinnovo, delle licenze.

Sono previsti anche controlli più severi su alcune armi semi-automatiche, mentre si è rinunciato ad alcune restrizioni per cacciatori e sportivi.

La Svizzera tra Schengen e tradizione

Le nuove normative europee avevano suscitato polemiche in Svizzera. In marzo, il Consiglio nazionale (camera bassa) aveva approvato una mozione del deputato bernese dell’Unione democratica di centro (UDC, destra) che incaricava il Consiglio federale di prendere contatti con altri Stati contrari alle restrizioni.

In quell'occasione, la consigliera federale Simonetta Sommaruga (ministra di giustizia e polizia) aveva sottolineato che “la Svizzera si è sempre adoperata affinché la tradizione elvetica del tiro sportivo possa essere mantenuta”.

tvsvizzera.it/ri con RSI (TG 12.30 del 16.06.2017)

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