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Il caso Donnarumma varca i confini

Il caso Donnarumma è forse il fatto di cronaca di cui si sono occupati di più in questi giorni tivù, giornali e media vari.

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La sua eco ha ormai varcato i confini italiani e la stessa FIFA si sta interrogando sulla necessità di apportare correttivi a un mercato che pare non conoscere il senso della misura. La causa, secondo molti, starebbe nell’avidità di procuratori e agenti sempre più potenti che sembrano ormai capaci di imporsi sulle società anche più titolate. 

È di questa settimana, ad esempio, la notizia di un possibile abbandono del Real Madrid per motivi eminentemente fiscali di Cristiano Ronaldo e le cifre rimbalzate sui giornali parlano di 400 milioni per gli eventuali club che vorranno assicurarsi le prestazioni del fenomeno portoghese.

Ma anche la storia ormai nota di Gianluigi Donnarumma sembra ancora più paradigmatico, dopo che il giovane portiere, legato per contratto ancora un anno al Milan, ha rifiutato un rinnovo che gli consentiva, a soli 18 anni, di percepire la non certo trascurabile cifra di 5 milioni di ingaggio. 

Intanto il presidente della FIFA, l’italo-svizzero Gianni Infantino, intende correre ai ripari. Si sta infatti valutando l’ipotesi di ridurre la percentuale dei guadagni dei procuratori sui trasferimenti dei loro assistiti. Ma se anche passerà la proposta ben difficilmente bandiere come Rivera e Totti in questo calcio non se ne vedranno più. Il parere di procuratori e calciatori svizzeri nel servizio del TG.  

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