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Centinaia di freni non sicuri erano stati montati sui treni svizzeri

Un treno FFS fermo in una stazione.
Un caso vecchio di oltre un anno è emerso ora grazie a una sentenza del Tribunale amministrativo federale. Keystone / Laurent Gillieron

A causa della negligenza di un tecnico delle Ferrovie federali svizzere (FFS), nel 2020, centinaia di freni non adeguatamente testati e controllati sono stati montati sui vagoni dei treni. Per questo l'uomo è stato licenziato.

Le FFS parlano di “episodio isolato” e assicurano di aver rimediato. Ma intanto la sicurezza dei passeggeri è stata messa in pericolo dal comportamento del dipendente, come ha confermato il Tribunale amministrativo federale sui cui banchi è giunta questa faccenda diventando così nota all’opinione pubblica.  

È un caso che risale al giugno del 2020 quando un tecnico delle Ferrovie federali svizzere manipolava i controlli delle pinze dei freni e di conseguenza dei freni potenzialmente inefficienti sono stati montati sui dei vagoni passeggeri.

Ora chiede l’indennizzo

Le FFS lo hanno scoperto e licenziato in tronco il dipendente. Lui però, oggi 26enne, si è rivolto al Tribunale amministrativo federale, chiedendo – come indennizzo – il salario di un anno. I giudici hanno dato ragione alle Ferrovie, spiegando che il tecnico – volontariamente – ha messo in pericolo il traffico ferroviario e, soprattutto, i passeggeri. In concreto, in caso di frenata di emergenza, i treni avrebbero potuto non fermarsi in tempo.

Volontarietà messa in dubbio

Di parere opposto il sindacato del personale dei trasporti (SEV), che ha difeso l’uomo, sostenendo che non ci sarebbero prove che lo abbia fatto di proposito; inoltre, sempre secondo il SEV, le FFS non lo avrebbero istruito a sufficienza e avrebbero violato il principio del doppio controllo. 

Mesi di controlli per riparare al danno

Dalla sentenza si evince che i freni potenzialmente difettosi sono stati montati su centinaia di vagoni e che per identificarli e controllarli ci sono voluti 4 mesi. Le FFS parlano di caso isolato, ma intanto è anche emerso che l’Ufficio federale dei trasporti non ne sapeva nulla e adesso ci saranno dei colloqui per capire come garantire la sicurezza.

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