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La Svizzera passa al 2G: i tamponi non bastano più

Cartello con scritto 2G.
Le strutture e manifestazioni soggette alla limitazione "2G", come palestre e ristoranti, potranno rinunciare all'obbligo della mascherina e all'obbligo di stare seduti se applicheranno volontariamente la regola "2G+". Keystone / Anthony Anex

Come era stato anticipato, e quindi atteso, il Governo federale ha deciso di introdurre restrizioni per coloro che non sono vaccinati o guariti, che non hanno cioè il 2G (dal tedesco "geimpft" o "genesen").

Nuove restrizioni in arrivo per combattere la pandemia di coronavirus, soprattutto per le persone che non sono né vaccinate, né guarite. Da lunedì si passerà in regime di “2G” e sarà anche necessario indossare la mascherina negli spazi chiusi, tranne che per consumare (ma solo stando seduti). Qualora non fosse possibile (per esempio per le corali o nelle discoteche) verrebbe di regola richiesto anche un test negativo (regola “2G+”). Si torna inoltre al telelavoro obbligatorio e le riunioni private con non vaccinati o guariti vengono limitate a 10 persone.

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La situazione epidemiologica è preoccupante, afferma il governo. Il numero di ricoveri in ospedale continua ad aumentare e in alcune regioni le unità di terapia intensiva sono giunte al limite: il 13 dicembre è stata superata per la prima volta la soglia critica di 300 pazienti Covid in cure intense.

A partire da questa soglia non è più possibile garantire un’assistenza ottimale a tutti i pazienti ricoverati, poiché gli ospedali dovranno rinviare trattamenti. L’esecutivo raccomanda già ai cantoni di rinviare gli interventi non urgenti per alleggerire il carico del personale sanitario. Se l’attuale tendenza non viene interrotta, i malati Covid in cure intense raggiungeranno infatti quota 350-400 entro fine anno.

A ciò si aggiungono le infezioni causate dalla nuova variante Omicron, più contagiosa della Delta, che dovrebbero aumentare notevolmente ancor prima di Natale. Non è ancora chiaro quanto sia pericolosa né in che misura i vaccini attualmente in uso proteggano dal contagio e da decorsi gravi della malattia.

La vaccinazione e la guarigione da una precedente infezione sembrerebbero offrire una protezione molto meno efficace contro la nuova variante. La protezione è tuttavia nettamente più alta per chi si è vaccinato o ha fatto il richiamo di recente.

Date queste premesse, un ulteriore giro di vite è inevitabile. Le nuove misure, limitate al 24 gennaio 2022, colpiranno anche le persone vaccinate e guarite, visto che la variante Omicron è molto contagiosa. L’obiettivo è di proteggere al meglio le strutture ospedaliere da un ulteriore sovraccarico in modo da garantire a tutti se necessario l’accesso alle cure intensive.

“2G” e “2G+”

Le nuove restrizioni ricalcano a grandi linee la prima variante presentata una settimana fa. Concretamente, da lunedì si passerà al dispositivo “2G” (ossia accesso riservato solo alle persone vaccinate e guarite, dal tedesco “geimpft” o “genesen”) in tutte le aree al chiuso in cui attualmente si applica la regola “3G”. In caso di infezione queste persone – ossia i vaccinati e i guariti – hanno infatti una probabilità molto alta di essere protette da un decorso grave o dall’ospedalizzazione.

Allo stesso tempo sarà obbligatorio indossare una mascherina e le consumazioni saranno possibili solo restando seduti. Queste regole si applicano anche nelle aree di ristoro delle manifestazioni. Per gli eventi all’aperto con più di 300 persone continuerà invece ad essere applicata la regola “3G” (accesso riservato anche ai testati, “getestet”).

Le attività senza mascherina e il consumo di bevande e cibi senza restare seduti rimarrà possibile, ma a una condizione: oltre che essere in possesso di un certificato “2G” sarà necessario anche disporre di un test negativo. Questa regola chiamata “2G+” concerne, ad esempio, le discoteche, i bar e certe attività sportive e culturali del tempo libero, come le prove di coro o di una banda ma anche le attività sportive intense e le piscine. La normativa non si applicherà agli adolescenti e bambini di meno di 16 anni.

Grazie all’obbligo del test sarà garantito che nessuna persona positiva partecipi a tali manifestazioni. Rispetto alle proposte inviate in consultazione una settimana fa c’è però una novità: il tampone non sarà richiesto a chi ha ricevuto una dose di vaccino o è guarito dal virus da meno di quattro mesi.

Le strutture e manifestazioni soggette alla limitazione “2G”, per esempio palestre e ristoranti, potranno rinunciare all’obbligo della mascherina e all’obbligo di stare seduti durante le consumazioni se applicheranno volontariamente la regola “2G+”.

Riunioni private e telelavoro

Restrizioni per le persone non immunizzate sono previste anche per gli incontri privati al chiuso: se è presente una persona non vaccinata o guarita di più di 16 anni, questi saranno limitati a dieci persone, bambini inclusi. I limiti massimi assoluti, 30 persone al chiuso e 50 all’aperto, rimangono.

Allo scopo di limitare i contatti sociali nella popolazione, il governo ha anche decretato l’obbligo del telelavoro. Se l’home-working non dovesse essere possibile, c’è l’obbligo di indossare la mascherina nei locali in cui è presente più di una persona.

Booster già dopo quattro mesi

L’accesso al cosiddetto booster diventerà possibile già dopo 4 mesi, ha anche detto il consigliere federale Berset. Ciò significa – ha proseguito – che tutti quelli che si sono fatti vaccinare prima di metà agosto potranno a breve ricevere la terza dose. 

La raccomandazione diventerà ufficiale nel corso della settimana prossima, ha precisato la responsabile della sezione controllo delle infezioni presso l’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) Virginie Masserey.

Scuole

L’obbligo di portare la mascherina protettiva verrebbe inoltre esteso alle scuole del livello secondario II (settore post obbligatorio, ndr.). L’esecutivo invita però i cantoni di estenderlo anche ai livelli inferiori, e molti lo hanno già fatto. Il governo raccomanda anche di effettuare test ripetitivi nelle scuole per rompere le catene di infezione.

Nelle università e nelle scuole universitarie professionali non si tornerà invece all’insegnamento a distanza, visto che la fine del semestre è ormai alle porte. Nel livello terziario, per determinate offerte formative e gli esami è reintrodotta la limitazione dell’accesso alle persone vaccinate, guarite o risultate negative al test. Per la formazione continua valgono le regole applicate alle manifestazioni.

Test gratuiti

In ossequio alle recenti decisioni del Parlamento, il Consiglio federale deciso che i test anti-Covid torneranno ad essere parzialmente a carico della Confederazione. Saranno coperti i test antigenici rapidi e quelli PCR salivari aggregati. Anche i test PCR individuali per le persone sintomatiche e i loro contatti saranno gratuiti. Non saranno invece rimborsati i test PCR individuali, quelli autodiagnostici e i test anticorpali.

Il nuovo sistema di assunzione dei costi sarà valido da domani, sabato 18 dicembre. Dal 17 gennaio, inoltre, a tutti coloro che si sottoporranno ai test ripetuti verrà rilasciato un certificato COVID.

Viaggi internazionali

Il Consiglio federale ha anche discusso delle nuove regole d’entrata in Svizzera, in particolare del doppio test per i viaggiatori anche per le persone vaccinate o guarite. Da lunedì oltre ai test PCR, eseguiti al massimo 72 ore prima, saranno accettati anche i test antigenici rapidi eseguiti non oltre 24 ore prima. Le persone vaccinate e guarite potrebbero limitarsi a un solo tampone invece di due.

Fornitura garantita di vaccini

Nella sua seduta odierna il governo si è infine occupato anche della questione dell’acquisto di vaccini. Per il primo semestre del 2022, la Confederazione si era già assicurata 7 milioni di dosi Moderna e Pfizer/BioNTech ciascuno. Ora l’esecutivo ha deciso di ordinare altri 7 milioni di dosi ciascuno anche per il secondo semestre.

Nel 2022 saranno così a disposizione circa 34 milioni di dosi, abbastanza per immunizzare tutti coloro che lo desiderano, anche nel caso in cui una variante del virus immunoevasiva cambi il corso della pandemia e renda necessaria la somministrazione di dosi supplementari. Da notare che conformemente ai contratti vigenti, la Svizzera ottiene sempre l’ultima versione del vaccino disponibile, a condizione che sia approvata da Swissmedic.

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