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Addio al poeta svizzero Philippe Jaccottet

Il poeta svizzero scomparso Philippe Jaccottet.
Keystone / Ayse Yavas

È morto all'età di 95 anni nella sua casa del sud della Francia il poeta, traduttore e critico letterario svizzero Philippe Jaccottet. Vincitore tra gli altri del Premio Petrarca nel 1988 e del Gran Premio Schiller nel 2010, era considerato uno dei maggiori poeti europei. Il decesso è stato riferito giovedì dalla famiglia all'agenzia Keystone-ATS.

Nato il 30 giugno del 1925 a Moudon, nel canton Vaud, è stato uno dei rari scrittori elvetici -accanto a Jean-Jacques Rousseau e Charles-Ferdinand Ramuz- a essere stato pubblicato nella Bibliothèque de la Pléiade, la più prestigiosa collana editoriale francese.

Dopo gli studi in lettere a Losanna, aveva soggiornato a Parigi a cavallo tra gli anni ’40 e ’50 prima di stabilirsi definitivamente nella Drôme con la moglie Anne-Marie, illustratrice e pittrice. Ha comunque continuato a partecipare attivamente alla vita letteraria della Svizzera francese.

Oltre all’opera poetica (L’ignorante, 1957, Arie, 1967, e Après beaucoup d’années, 1994, tra le raccolte più note), ha pubblicato volumi in prosa (L’oscurità, 1961) nonché saggi e critiche sulla poesia, in particolare francese.

Prova che le parole di Jaccottet continuano ad avere ampia risonanza, il saggio ‘Le Bol du pèlerin’ (Morandi, 2001) è stato pubblicato di recente in cinese; l’uscita del libro accompagna una grande mostra dedicata al pittore italiano Giorgio Morandi, aperta a Pechino lo scorso dicembre.

Le traduzioni

La sua opera è stata tradotta in una ventina di lingue. È ampiamente disponibile in italiano grazie al poeta e critico letterario ticinese Fabio Pusterla, che ha anche curato la prefazione alla Pléiade.

Jaccottet a sua volta acquisì notorietà anche grazie alla qualità delle sue traduzioni, specie dal tedesco e dall’italiano (Leopardi, Ungaretti, Raboni). Tradusse inoltre dal greco antico (l’Odissea di Omero), dallo spagnolo, dal russo, dal ceco e dal giapponese.

Tra i numerosi riconoscimenti, vinse in Italia il Premio Petrarca (1988), in Svizzera il gran premio C. F. Ramuz (1970) e lo Schiller (2010).

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Nel servizio RSI, oltre alle note biografiche, un passaggio di intervista allo stesso Jaccottet e una sintesi della sua cifra stilistica.

Philippe JaccottetCollegamento esterno sul Dizionario storico della Svizzera

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