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Mottarone, indagate anche Ferrovia e società di manutenzione

Cavo spezzato della Funivia del Mottarone.
Cavo spezzato della Funivia del Mottarone. Keystone / Alessandro Di Marco

Altre undici persone sono finite sotto inchiesta per l'incidente della funivia del Mottarone avvenuto lo scorso 23 maggio e in cui morirono quattordici gitanti.

Finora erano stati fermati, e poi rilasciati, il gestore della funivia, Luigi Nerini, il direttore d’esercizio Enrico Perocchio, e il capo servizio Gabriele Tadini, l’unico ancora ai domiciliari. Ma nella richiesta di incidente probatorio promosso dalla Procura di Verbania figurano ora dirigenti e funzionari della Leitner, la società responsabile degli interventi di manutenzione della funivia, e della Ferrovia del Mottarone.

Tra di essi anche  il dipendente che il 22 novembre 2016 aveva eseguito la testa fusa della fune traente della cabina numero 3, quella precipitata. L’elemento avrebbe dovuto essere sostituito nel novembre di quest’anno. La lista comprende inoltre rappresentanti e tecnici di altre ditte intervenute per la manutenzione e la revisione.

Ai reati già contestati, nella richiesta di incidente probatorio firmata dalle procuratrici Olimpia Bossi e Laura Carrera si è aggiunto intanto anche quello di attentato alla sicurezza dei trasporti. I pubblici ministeri si sono associati alla richiesta della difesa del direttore della funivia Enrico Perocchio di effettuare approfondimenti tecnici sulla cosiddetta scatola nera, in cui sarebbero registrati i dati relativi all’impianto.

Tra le “persone offese” indicate nell’atto, oltre ai 14 morti, ci sono 47 persone, ossia i familiari delle vittime, e anche il piccolo Eitan che si è salvato. L’udienza con la convocazione di tutte le parti davanti al gip, che dovrà formulare il quesito della perizia e affidarlo ad uno o più esperti, è fissata per il prossimo 8 luglio.

Con una nuova istanza, nei giorni scorsi, la difesa di Perocchio ha chiesto anche al gip un esperimento giudiziale, ossia di riprodurre l’incidente sulla cabina 4, rimasta in piedi, per accertare anche in questo modo le cause della rottura del cavo traente. La cabina non si bloccò sul cavo portante perché erano stati inseriti gli ormai noti ‘forchettoni’ per bloccare i freni di emergenza.

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