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Berna invita le autorità bielorusse alla moderazione

Svetlana Tikhanovskaja
Svetlana Tikhanovskaja si è rifugiata in Lituania, non si sa se di propria volontà o spinta dalle autorità. Keystone / Tatyana Zenkovich

Il Dipartimento federale degli affari esteri esprime preoccupazione per quanto sta succedendo in Bielorussia e chiede alle autorità di permettere le manifestazioni pacifiche. Intanto, la candidata dell'opposizione Svetlana Tikhanovskaja ha lasciato il paese e si è rifugiata in Lituania.

“Il diritto di riunione e di associazione fanno parte dei diritti umani riconosciuti a livello internazionale, che anche la Bielorussia si è impegnata a rispettare”, sottolinea martedì il Dipartimento federale degli affari esteri in un comunicatoCollegamento esterno, chiedendo che vengano liberato i dimostranti arrestati negli ultimi giorni.

Berna esprime inoltre rammarico per il fatto che l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione economica non abbia potuto fungere da osservatore delle elezioni e che ai rappresentanti della stampa estera sia stato impedito di svolgere il loro lavoro.

Nel corso delle ultime ore, nel paese sono state arrestate oltre 2’000 persone, stando a quando riferito dal Ministero dell’interno bielorusso. Le manifestazioni sono proseguite anche nella notte tra lunedì e martedì.

Rifugiata o costretta a partire?

La candidata dell’opposizione Svetlana Tikhanovskaya si è intanto rifugiata in Lituania. “Ho preso una decisione difficile, l’ho presa assolutamente da sola”, ha dichiarato in un video diffuso via internet. “So che molti mi capiranno, molti mi condanneranno e molti mi odieranno. Ma sapete, che Dio non vi dia mai una scelta come quella davanti alla quale mi sono trovata io. Perciò dico a tutti: prendetevi cura di voi. Nessuna vita vale ciò che sta succedendo adesso. I bambini sono la cosa più importante che abbiamo nella vita”.

I suoi alleati sospettano che Tikhanovskaya abbia dovuto abbandonare la Bielorussia sotto la pressione del governo. Una di loro, Olga Kovalkova, racconta che la dissidente è stata scortata all’estero dalle autorità e che “non aveva altra scelta”.

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