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Il Leonardo finito in un caveau a Lugano presto rivedrà la luce

Svolta nella vertenza sul presunto dipinto di Leonardo da Vinci custodito in un caveau a Lugano. La Corte di Cassazione italiana ha infatti rigettato il ricorso della proprietaria della tela raffigurante Isabella d'Este, confermando la confisca dell’opera e la condanna ad un anno e 2 mesi di reclusione per esportazione illegale di opere d'arte.

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Secondo i giudici di primo e secondo grado il dipinto, valutato sui 200 milioni di euro, era giunto clandestinamente in Svizzera violando la legge del 1939 sui patrimoni culturali. Ma la donna si era opposta alle sentenze sostenendo che il ritratto era stato portato all’estero prima di tale anno.

La prova del carbonio 14 ha confermato la datazione della tela alla prima decade del ‘500 e i tratti del volto fanno propendere esperti e studiosi ad attribuire l’opera al genio toscano. Il carboncino del quadro è esposto al Louvre.

Le autorità giudiziarie svizzere hanno sempre negato la possibilità di riconsegnare l’opera durante le fasi processuali, in attesa dell’esito del procedimento. La Procura di Pesaro, che nel febbraio 2015 ne aveva ordinato il sequestro, si attiverà ora presso i magistrati ticinesi, secondo quanto indica una nota ufficiale di Roma.

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