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Tetto ai consumi di gas e campagna di Berna per fronteggiare la crisi

Gas come l oro.
Gas come l'oro. Keystone / Darek Delmanowicz

Possibili limitazioni ai consumi del gas e una campagna informativa per risparmiare l’energia nei critici mesi invernali sono i due punti centrali della strategia messa a punto dal governo per fronteggiare contingenti carenze di approvvigionamento che si potrebbero verificare in conseguenza del conflitto ucraino.

Berna ha anche ribadito che per il momento non intende varare misure per compensare i vertiginosi aumenti delle tariffe energetiche che hanno portato l’inflazione a livelli inconsueti per la Confederazione.

In particolare il Consiglio federale ha adottato due ordinanze con le quali potranno essere imposti contingenti fino a un mese e limitazioni, anche estreme (fino al divieto temporaneo), all’uso di questa fonte importata in buona parte dall’Est Europa. Tra le misure previste, messe in consultazione fino al 22 settembre, figura l’abbassamento delle temperature del riscaldamento sui luoghi di lavoro ed eventualmente anche nelle residenze private.

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Il governo può agire solo sulla domanda

Negli scorsi mesi il governo si è adoperato per rafforzare l’approvvigionamento di gas in vista dell’inverno ma la Svizzera, che non dispone di una propria produzione di gas naturale né di impianti per lo stoccaggio, è condizionata dalle riserve fisiche costituite nei Paesi limitrofi con cui sono in corso trattative.

Per questi motivi alle autorità federali non resta che intervenire, in caso di necessità, sulla domanda allo scopo preciso di prevenire un ulteriore peggioramento della situazione ed evitare l’adozione di provvedimenti di più ampia portata. In questo senso gli interventi delineati sarebbero limitati nel tempo che revocati il prima possibile.

In concreto l’autorità l’Approvvigionamento economico del Paese (AEP) può ricorrere ad appelli al risparmio in caso di penuria imminente, ordinare la commutazione degli impianti bicombustibili al sopraggiungere di una penuria, limitare e vietare l’utilizzo del gas per determinati impieghi, introdurre per il tramite di un’ordinanza contingenti per i clienti non protetti, inasprendo le limitazioni e pronunciando altri divieti (ma beni e servizi d’importanza vitale non devono essere compromessi).

Se tali provvedimenti dovessero rivelarsi insufficienti, sarebbe possibile ridurre il consumo di gas assoggettando al contingentamento gli impianti a monocombustibile. Il contingentamento progressivo riguarda tutti i consumatori ad eccezione di quelli protetti, ovvero le economie domestiche private cui si aggiungono ospedali, case per anziani e case di cura, polizia e pompieri. La commutazione degli impianti bicombustibili ad altri vettori energetici dovrebbe consentire di ridurre in tempi brevi il consumo di gas del 15-20%.

In particolare Berna mira a diminuire la temperatura dei riscaldamenti e dell’acqua nei luoghi di lavoro ma eventualmente anche nelle residenze abitative, considerato che in Svizzera le economie domestiche private consumano più del 40% del gas. Escluderle vorrebbe dire rinunciare a cospicui risparmi sui consumi di gas, ha affermato in proposito il ministro dell’economia Guy Parmelin.

L’idea di fondo, ha aggiunto il consigliere federale, è quella di scegliere la variante più indolore possibile. Solo in caso di grave penuria verrebbero adottati tutti i provvedimenti di risparmio. In questa eventualità,  dopo che le misure di risparmio non hanno dato esito positivo, potrebbe essere ordinato l’abbassamento a 19 gradi della temperatura negli ambienti abitativi, come anche la riduzione della temperatura dei boiler a 60 gradi.

“Toccherà ai Cantoni far rispettare queste disposizioni”, ha aggiunto il “ministro” dell’UDC, anche se non è nostra intenzione instaurare uno stato di polizia. Insomma, diamo fiducia alla popolazione, ha detto.

Campagna informativa per ridurre i consumi

Accanto a questi interventi il governo federale intende prevenire la penuria di elettricità nei prossimi mesi cercando di sensibilizzare la popolazione sull’uso parsimonioso delle fonti energetiche nei periodi più critici sotto il profilo dell’approvvigionamento. Al centro della strategia del Consiglio federale, è stato sottolineato in una conferenza stampa a Berna, figura una campagna informativa capillare con la quale si intende promuovere la riduzione volontaria dei consumi.  

Sotto il motto “L’energia è scarsa. Non sprechiamola”, saranno diffusi su più vettori, fino a primavera inoltrata, i consigli alla popolazione e al mondo economico con i quali verranno illustrate le modalità pratiche e semplici con cui si può risparmiare quotidianamente gas, oli combustibili, elettricità a casa o sul posto di lavoro.

Tra di esse figurano l’abbassamento della temperatura dei locali, la riduzione del consumo di acqua calda, la disattivazione di apparecchi elettrici o impianti di illuminazione non utilizzati, oppure l’uso razionale e parsimonioso del forno domestico e delle piastre per cucinare.

Alla definizione della campagna hanno infatti collaborato Cantoni, Comuni, e oltre 40 tra associazioni energetiche ed economiche e organizzazioni della società civile. Questi stessi soggetti si sono riuniti nell’Alleanza risparmio energetico, la cui costituzione formale è prevista il prossimo 26 ottobre, che ha il preciso scopo, oltre a quello del risparmio, di rafforzare la sicurezza di approvvigionamento energetico.

Tariffe elettriche su del 49% in Romandia

Intanto il principale fornitore della Svizzera francese – Romande Energie – ha fatto sapere che il prossimo anno le tariffe saliranno del 49% per la grande maggioranza delle economie domestiche mentre l’incremento per alcuni utenti arriverà al 61%.

Condizioni meteo, eventi geopolitici, ritardi tra le fonti rinnovabili e chiusura temporanea di diverse centrali atomiche francesi sono all’origine dei rincari, hanno spiegato i vertici dell’azienda con sede a Gland (Vaud), secondo la quale anche la sospensione dei negoziati sull’accordo quadro con l’Unione Europea “non facilita le discussioni con i paesi limitrofi e minaccia la nostra capacità di importare elettricità in inverno”.

Gazprom chiude i rubinetti

In questo contesto c’è poi da segnalare che i paesi europei sono di nuovo in allerta perché le forniture attraverso il gasdotto Nord Stream sono interrotte mercoledì mattina. L’a sospensione dell’erogazione è legata a lavori “necessari” su una stazione di compressione del gasdotto che collega i giacimenti siberiani direttamente alla Germania settentrionale, da dove il gas viene poi esportato in altri Paesi europei.

La manutenzione, prevista fino a sabato, deve essere effettuata “ogni 1’000 ore”, spiega la società energetica, proprietaria dell’impianto. Ma nel contesto della guerra in Ucraina, l’energia è al centro di un braccio di ferro tra Mosca e l’Occidente, che accusa regolarmente la Russia di usare il gas “come un’arma”. Negli ultimi mesi Gazprom ha ridotto dell’80% le quantità consegnate da Nord Stream.

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