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L’eroina passa dal Ticino

Eroina sequestrata a Zugo: la procura cantonale sta indagando su un vasto traffico in Svizzera. keystone

Il cantone svizzero nel mezzo della rotta balcanica, un corridoio per il traffico di droga

Due chili e mezzo di eroina sequestrati in settembre a Chiasso, altri sette ad agosto sempre al valico di Brogeda e ben cinque chili trovati a luglio nell’auto di un giovane albanese condannato oggiCollegamento esterno a sei di carcere. Numeri importanti che hanno fatto balzare prepotentemente agli onori della cronaca questa sostanza stupefacente.

Nonostante i “sequestri eccellenti” l’eroina in Ticino non sta vivendo un nuovo boom. “I sequestri più importanti vengono effettuati quasi sempre in dogana”, ci spiega Stefano Mayor, commissario capo della SAD, la sezione antidroga della polizia cantonale. “La droga – aggiunge – non è però quasi mai destinata al mercato locale”. Ma allora che ruolo occupa il Ticino nel traffico di questa droga pesante? “Il Ticino è un corridoio”, spiega Mayor. Un corridoio che assume una particolare rilevanza nella cosiddetta rotta balcanica della droga: l’eroina prodotta in Turchia e nei paesi più a est viene trasportata dai corrieri in macchina o su autocarri per poi essere riversata sulla piazza zurighese e nell’Europa del nord (Germania, Olanda e Belgio le destinazioni principali). Parte passa dal Brennero, un’altra parte passa dall’Italia e raggiunge il resto del Vecchio Continente attraversando l’asse del San Gottardo. Ne consegue che la Svizzera, e il Ticino a maggior ragione essendo zona di frontiera, funge da ponte tra il luogo di produzione e quello di smercio.

L’eroina venie prodotta attraverso l’elaborazione del papavero da oppio. Si ritiene che l’Afghanistan produca ed esporti il 90% della produzione mondiale di papavero da oppio (foto) per la realizzazione dell’eroina, ma coltivazioni importanti sono presenti anche in Turchia, Laos, Myanmar e Messico. keystone

Il traffico degli albanesi: eroina a chilometro zero

Eroina in Ticino ha spesso fatto rima con trafficanti albanesi. “Fino al 2005 – racconta il capo dell’antidroga – in Ticino c’erano gruppi di albanesi, perlopiù richiedenti l’asilo o clandestini, che si trasferivano dalla Svizzera tedesca portando con loro grossi quantitativi di eroina da spacciare in loco in buste da non meno di 5 grammi”. Non si trattava di cani sciolti, ma di una vera e propria succursale delle bande basate a Zurigo. Bande che tramite il traffico di stupefacenti finanziavano movimenti attivi nelle terre di origine, come il KLA, l’esercito di liberazione del Kosovo.

Dal 2005 in poi questi gruppetti sono scomparsi dal cantone ma, afferma Mayor, dallo scorso anno sono tornati: una situazione abbastanza pericolosa poiché stimola i tossicomani a consumare e spacciare, non dovendosi più recare a Zurigo per fare acquisti. Una sorta di mercato della droga a chilometro zero.

Finora sono due le persone arrestate legate a questa rete, ma i loro complici si spostano molto sul territorio e diventa quindi difficile individuarli.

Droga e movida

Per quanto riguarda il connubio droga-movida, in Ticino la diffusione dell’eroina fra i giovani è minima. Il consumo secondo il commissario capo Stefano Mayor non è destinato ad aumentare anche perché gli spacciatori, più o meno professionisti, non agganciano gli avventori di bar e discoteche ma piuttosto gli eroinomani conclamati.

Ben diversa la questione cocaina: il prezzo è sceso molto negli ultimi anni e ora sempre più gente, giovani e meno giovani, se la possono permettere.

Ludovico Camposampiero

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