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Al via la nuova legislatura in Italia: La Russa presidente del Senato

Liliana Segre all aprtura dei lavori in Senato.
È toccato a Liliana Segre, superstite dell’Olocausto, ad inaugurare la nuova legislatura a guida Fratelli d’Italia, partito che affonda le sue radici nel postfascismo. Keystone / Alessandro Di Meo

In Italia ha preso il via ufficialmente, alle 10 di giovedì mattina, la XIX Legislatura. Ignazio La Russa è stato eletto presidente del Senato italiano al primo scrutinio con 116 voti (su una maggioranza di 104), la presidenza della Camera dei deputati è tuttora in corso ma secondo gli espoerti, il presidente dovrebbe essere eletto solo venerdì.

Il nuovo Parlamento si è insediato, per la prima volta dopo il taglio del numero dei parlamentari (ora 400 deputati, 200 senatori e 6 a vita), e ha proceduto con i primi fondamentali passi per rendere possibile anche la formazione del Governo, vale a dire l’elezione dei presidenti delle due Camere. Un’operazione che ha messo in evidenza tutte le difficoltà e le tensioni interne alla maggioranza di centrodestra per arrivare a un accordo. Un brutto segnale in vista della composizione del prossimo Esecutivo. Ignazio la Russa infatti è stato eletto al primo scrutinio, è vero, ma senza i voti di Forza Italia. Il senatore siciliano è stata eletto grazie a 17 voti giunti dall’opposizione.

Il siciliano Ignazio Benito Maria La Russa classe ’47, è nato a Paternò. In quanto alla politica è figlio d’arte: il padre Antonio, nel dopoguerra fu senatore del Movimento Sociale Italiano. L’impegno in prima persona arriva nei lontani anni ’70 quando milita nel Fronte della gioventù. L’avvocato La Russa si laurea all’università di Pavia e precedentemente studia in un collegio a San Gallo, in Svizzera.
Arriva in parlamento con il Movimento sociale nel ’92 e vi rimane ininterrottamente per 9 legislature. Durante la svolta di Fiuggi nel 1995, è in prima linea nella fondazione di Alleanza Nazionale, guidata da Gianfranco Fini. È poi ministro della Difesa nel governo Berlusconi IV dall’8 maggio 2008 al 16 novembre 2011. Un anno dopo, il 17 dicembre 2012, annuncia la sua uscita dal Popolo della Libertà e fonda il partito Fratelli d’Italia insieme a Giorgia Meloni e Guido Crosetto. Nel 2013 entra a Montecitorio con FdI. Dopo 26 anni trascorsi ininterrottamente alla Camera dei deputati (dal 1992 al 2018), alle elezioni politiche del 2018 viene candidato al Senato della Repubblica, nel collegio uninominale Lombardia per la coalizione di centro-destra in quota Fratelli d’Italia, e viene eletto senatore con il 44,52% delle preferenze. Il 28 marzo 2018 viene eletto vicepresidente del Senato della Repubblica con 119 voti.

La seduta della Camera dei deputati, che ha anticipato di 30 minuti quella del Senato, è stata aperta dal presidente provvisorio della Camera Ettore Rosato, ma la procedura per l’elezione del presidente necessiterà verosimilmente più scrutini ed è attesa per venerdì. Giovedì si sono tenute tre votazioni: in tutte e tre c’è stato un nulla di fatto e nessuno ha raggiunto il quorum richiesto di 267 voti, i due terzi dei componenti dell’Assemblea, per far scattare l’elezione.

Servirà una nuova votazione, la quarta, prevista per venerdì alle 10.30. In quel caso il quorum scende: l’elezione scatterà con la maggioranza assoluta.

Liliana Segre e i lavori del Senato

Oggi però gli occhi erano tutti puntati sul Senato, dove a dirigere i lavori – iniziati alle 10.30 – è Liliana Segre, superstite dell’Olocausto, finita nei campi di sterminio a causa delle leggi razziali del 1938: “Oggi sono particolarmente emozionata di fronte al ruolo che in questa giornata la sorte mi riserva. In questo mese di ottobre, nel quale cade il centenario della marcia su Roma, che dette inizio alla dittatura fascista, tocca proprio a me assumere momentaneamente la Presidenza di questo tempio della democrazia che è il Senato della Repubblica.” Così ha iniziato il suo discorso inaugurale Liliana Segre.

Segre che ha poi continuato legittimando l’esito delle votazioni: “Le elezioni del 25 settembre hanno visto – come è giusto che sia – una vivace competizione tra i diversi schieramenti che hanno presentato al Paese programmi alternativi e visioni spesso contrapposte. Il popolo ha deciso: è l’essenza della democrazia. La maggioranza uscita dalle urne ha il diritto-dovere di governare; le minoranze hanno il compito altrettanto fondamentale di fare opposizione”.

È toccato poi proprio a Liliana Segre a proclamare il presidente del Senato, Ignazio Benito Maria La Russa, storico militante del Movimento sociale italiano, fondatore di Fratelli d’Italia, il prescelto alla carica da Giorgia Meloni.

Alla fine del suo discorso l’aula del Senato le ha tributato un lungo applauso.

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