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Largo Santa Susanna, la piazza ticinese di Roma

La Roma barocca deve molto agli architetti ticinesi. L'opera più famosa naturalmente resta la facciata della basilica di San Pietro, opera di Carlo Maderno. Ma nella città eterna sono davvero molte le opere firmate da illustri artisti e artigiani provenienti dal Ticino.

C’è da perdersi a Roma alla ricerca delle opere dei vari FontanaCollegamento esterno, Maderno Collegamento esternoe BorrominiCollegamento esterno. Si passa da costruzioni conosciute in tutto il mondo a opere cosiddette minori che architettonicamente tanto minori non sono.

Ritratto di Carlo Maderno
Ritratto di Carlo Maderno (1556-1629), autore ignoto, inizi XVII secolo. Olio su tela, 125×100 cm. Museo d’arte della Svizzera italiana, Lugano. Collezione Città di Lugano. Masi Lugano

Ma in questo breve viaggio romano, vi portiamo un una piccola piazza di Roma: largo Santa Susanna. Su questa piazza, a un centinaio di metri dal Quirinale e non lontano da Piazza della Repubblica, si affacciano due chiese e una fontana: Santa Susanna appunto, Santa Maria della Vittoria e la fontana del Mosè o Mostra dell’acqua Felice. 

Santa Susanna

La chiesa di Santa Susanna, di Carlo Maderno, rappresenta un cambiamento importante nello stile architettonico. Si tratta infatti della prima opera compiuta di arte barocca. Prima ancora delle opere di Gian Lorenzo Bernini, considerato il massimo protagonista del periodo barocco. Non solo. Questa facciata della chiesa è anche la prima vera opera di Carlo Maderno che fino allora aveva lavorato soprattutto con lo zio Domenico Fontana.

L’attuale chiesa è stata eretta su un vecchio progetto iniziato già nel 800 per volontà di papa Leone III e poi completata da papa Sisto IV nel 1475. La facciata del Maderno è per contro stata completata nel 1603.

Santa Maria della Vittoria

Non lontano, sullo stesso lato della strada c’è poi Santa Maria della Vittoria, costruita per i Carmelitani Scalzi. Il progetto è ancora una volta di Carlo Maderno, sebbene la facciata sia stata disegnata da Giovanni Battista Soria. La chiesa è stata dedicata alla temporanea vittoria delle truppe cattoliche su quelle protestanti nella battaglia della Montagna Bianca, vicino a Praga, durante la Guerra dei trent’anni. 

Significativa, all’interno della chiesa, la scultura dei Gian Lorenzo Bernini la “Transverberazione di santa Teresa di Avila”. Un’opera che nella sua bellezza raffigura Teresa d’Avila in estasi. I maligni trovano che la bellezza data dal Bernini e l’espressione della stessa Teresa sia più un’estasi terrena che spirituale…

Fontana del Mosè

Continuando la nostra visita e passeggiata, di fronte a Santa Maria della Vittoria, troviamo la fontana del Mosè, conosciuta anche come la fontana dell’Acqua Felice. Felice, come il nome di papa Sisto V (Felice Peretti) che fece erigere l’opera ai fratelli Fontana, Domenico e Giovanni.

fontana con mosé
La Fontana dell’Acqua Felice con il suo Mosé è lungi dal fare l’unanimità a Roma. wikipedia

La fontana è stata spesso criticata per la statua del Mosè, opera di Leonardo Sormani. Un Mosè goffo e tozzo, tanto che i romani l’hanno battezzato il “Mosè ridicolo”. La scultura presenta poi anche un anacronismo: Mosè tiene nella mano sinistra le tavole della legge mentre con l’indice della mano destra fa scaturire le acque nel deserto. In verità il miracolo delle acque (Esodo, 17, 1-7) è avvenuto prima della consegna delle tavole (Esodo, 31,18).

Storie di famiglia e famiglie

Come abbiamo notato si tratta di una storia di dinastia famigliare. Basti citare la famiglia Fontana, da Domenico (il più famoso, considerato a quel tempo il più grande architetto del mondo occidentale) al fratello Giovanni. Per continuare con il nipote Carlo Maderno o ancor Francesco Borromini la cui madre era una parente alla lontana, ma pur sempre parente, di Domenico Fontana. Tre generazioni di stuccatori-architetti-ingegneri che, come detto, hanno mutato il volto di Roma durante il periodo barocco.

Le altre opere

Senza voler essere esaustivi, Domenico Fontana e Carlo Maderno hanno partecipato alla costruzione della basilica di San Pietro. Fontana prima (terza basilica), Borromini poi (quarta basilica) hanno contribuito fortemente alla costruzione della basilica di San Giovanni in Laterano (cattedrale della diocesi di Roma).

piazza san pietro
La Basilica di San Pietro (e l’obelisco) portano anche le firme di Domenico Fontana e Carlo Maderno. Keystone / Angelo Carconi

Le fortune del Fontana sotto papa Sisto V

Domenico Fontana, prima di avviare il progetto del Palazzo reale di Napoli fu molto attivo a Roma grazie soprattutto alla benevolenza del cardinale Felice Peretti, diventato poi papa Sisto V (1585-1590). Su commissione di Sisto V – nonostante il suo breve papato contribuì fortemente a cambiare il viso di Roma – Domenico Fontana riorganizzò i tracciati viari di collegamento tra le diverse zone e colli di Roma. 

Fu poi impegnato nell’opera ingegneristica, che allora aveva dell’incredibile, dell’erezione dei grandi obelischi grazie alle sue conoscenza di statica: in piazza San Pietro (obelisco Vaticano), dietro Santa Maria Maggiore (Obelisco Esquilino), in piazza San Giovanni in Laterano (obelisco Lateranense) e in Piazza del Popolo (obelisco Flaminio). Il tutto con la collaborazione del nipote Carlo Maderno.

Sempre sotto Sisto V (che nel 1585 lo nominò architetto di san Pietro), Fontana lavorò al Palazzo del Quirinale, al Palazzo Lateranense e alla Biblioteca Vaticana. Con Giacomo della Porta (di Porlezza) terminò la costruzione del “cupolone”, vero simbolo di Roma e naturalmente della Città del Vaticano.

Sempre di Domenico fontana la Cappella Sistina nella basilica di Santa Maria Maggiore (da non confondere con la Sistina affrescata da Michelangelo).

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