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Autostrade, “rivedremo tutte le concessioni”

Vista dal basso dell entrata di un edificio a vetri, con insegna Autostrade in primo piano e nuvole sopra
La sede di Autostrade a Roma, in un'immagine d'archivio. Keystone

Il ministro italiano delle infrastrutture e dei trasporti, Danilo Toninelli, ha detto lunedì in audizione alla Camera che il governo "farà di tutto per rivedere integralmente il sistema delle concessioni e degli obblighi convenzionali".

Nell’audizione -sollecitata in seguito al crollo del Ponte Morandi lo scorso 14 agosto a Genova- Toninelli ha aggiunto che “si valuterà di volta in volta se l’interessa pubblico sia meglio tutelato da forme di nazionalizzazione o dalla rinegoziazione dei contratti”. L’obiettivo è che siano “meno sbilanciati a favore dei concessionari”.

Trasparenza su Autostrade

Il ministro del Movimento 5 Stelle ha inoltre promesso che saranno pubblicati -malgrado “le fortissime pressioni interne ed esterne in senso contrario”- tutti gli atti che consentano di conoscere i “numeri grazie ai quali i padroni delle autostrade si sono arricchiti gestendo beni che appartengono a tutti noi”. “La trasparenza è il primo passo. Ma non mi fermerò, non ci fermeremo qui”, ha aggiunto.

Spontaneità tardiva

Sulla decisione della stessa Autostrade per l’Italia di voler fare trasparenza, Danilo Toninelli mette in dubbio un “autonomo desiderio di venire incontro all’interesse pubblico”, “dopo 20 anni di segreti e di omissis”. “Lo ha fatto dopo i 43 morti di Genova ma in precedenza”, puntualizza, “la stessa società ci aveva formalmente diffidato dalla pubblicazione minacciando azioni legali”.

In Europa modelli migliori

In Italia “si è deciso di privatizzare senza fare mercato, senza vera concorrenza”, ha detto ancora il ministro in audizione alle commissioni VII riunite di Camera e Senato, sostenendo che altri modelli europei funzionano meglio di quello italiano.

“Si è trasferito un monopolio dalla mano pubblica a quella privata”, ha proseguito, “senza nemmeno istituire da subito una efficiente autorità regolatrice. L’Authority dei Trasporti, infatti, è nata soltanto nel 2011, e, malgrado l’impegno e il valore dei suoi componenti, non può far pesare le proprie prerogative sulle convenzioni già in essere”.

Le più care del Continente

Il ministro delle infrastrutture e dei trasporti ha poi passato in rassegna i Paesi europei, sottolineando come le autostrade di questi ultimi siano in gran parte pubbliche e, quando non totalmente o parzialmente gratuite, accessibili con un contrassegno annuale.

Quanto ai ricavi, Toninelli ha concluso che le autostrade italiane –con un 87% della rete sottoposto a pedaggio e un ricavo medio di oltre 800’000 euro l’anno per chilometro, il più alto insieme alla Francia- sono in sostanza le più care d’Europa.

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