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Salvini: porti italiani chiusi per altre due Ong

Un gommone con parte dell equipaggio di una media imbarcazione soccorre passeggeri di una piccola barca in mare aperto
L'equipaggio della Seefuchs in un'azione di salvataggio (immagine d'archivio fornita dalla Ong Sea-Eye). Keystone

Il ministro degli Interni italiano Salvini ha diffuso sabato un avvertimento all'indirizzo di due Ong, giunte al largo della Libia per recuperare naufraghi abbandonati dagli scafisti. Alle due navi, battenti bandiera olandese, saranno preclusi i porti italiani.

Il ministro non transige, così come aveva fatto con l’imbarcazione di SOS MediterranéeCollegamento esterno Aquarius, che dopo un’intera settimana di polemiche e conflitti diplomatici sta ancora navigando verso la Spagna.

Il messaggio su Facebook, rivolto questa volta a LifelineCollegamento esterno e SeefuchsCollegamento esterno, è inequivocabile: “Sappiano questi signori che l’Italia non vuole più essere complice del business dell’immigrazione clandestina, e quindi dovranno cercarsi altri porti (non italiani) dove dirigersi”.

“Da ministro e papà”, ha aggiunto Matteo Salvini davanti alle telecamere, “possono attaccarmi quanto vogliono ma io non mollo e lo faccio per il bene di tutti.

Adulti e bambini riposano sdraiati per terra, apparentemente sul ponte di una nave
Migranti a bordo dell’Aquarius, in un’immagine fornita dalla Ong SOS Mediterranée Keystone

Aquarius, verosimilmente, approderà a Valencia nelle prime ore di domani, dopo sette giorni di navigazione. Nella mattina di sabato, scortata da due navi militari italiane, sta navigando in acque internazionali al largo delle Baleari.

La disavventura delle centinaia di passeggeri a bordo sta dunque per concludersi, ma pare essere soltanto l’inizio di una lunga disputa sulla questione migratoria.

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“Questo governo non lascerà che siano associazioni private, pagate e finanziate da chissà chi, a gestire l’immigrazione e l’ordine pubblico in Italia. Lo Stato torna a fare lo Stato”, ha dichiarato il ministro italiano degli Interni.

“Non sono Ong straniere, finanziate da sconosciuti stranieri, battenti bandiere straniere a decidere chi sbarca e chi non sbarca in Italia. È finita la pacchia”, ha concluso.

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