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Addio al gigante dei cieli

Airbus ha annunciato giovedì la fine della produzione degli A380, i più grandi aerei di linea del mondo. L'azienda franco-tedesca non ha ottenuto i risultati sperati poiché le compagnie aree optano per velivoli più piccoli. L'ultimo esemplare sarà consegnato nel 2021.

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L’A380 può trasportare 853 persone in versione charter o 525 nella tipica configurazione a tre classi. È stato concepito come concorrente del leggendario 747 di Boeing, ma non è mai riuscito a imporsi. Le compagnie aeree tendono infatti a optare per apparecchi più piccoli e maneggevoli. 

Confermando all’agenzia reuters la fine della produzione, Airbus ha indicato che Emirates, il più grande acquirente di A380, aveva deciso di ridurre le ordinazioni del gigante dei cieli (da 162 a 123) preferendo comprare invece quaranta A-330-900 e trenta A350-900, velivoli dalle dimensioni più ridotte.

“Il numero di ordinazioni non è più sufficiente per permetterci di continuare con la produzione dell’A380 e questo malgrado i nostri sforzi per venderlo ad altre compagnie in questi ultimi anni”, ha dichiarato il presidente esecutivo di Airbus, Tom Enders.

L’azienda europea ha comunicato che intavolerà delle discussioni con i suoi partner sociali riguardo ai posti di lavoro (dai 3’000 ai 3’500) che rischiano di subire le conseguenze della decisione.

“Un palazzo di lusso nel cielo”

“L’A380 era stato definito come il fiore all’occhiello dell’aeronautica, l’ammiraglia di Airbus”, racconta l’esperto di aeronautica Sebastian Maire, “era stato accolto come un prodigio industriale e della tecnica, un palazzo di lusso nel cielo”. 

Ma il successo non è arrivato. L’A380 è molto costoso (445 milioni di dollari circa) e, nonostante abbia il miglior rapporto fra emissioni e numero di passeggeri, è difficile riempirlo. Airbus non aveva previsto la svolta verso i bireattori di media capacità come il 787 di Boeing, al quale ha replicato con l’A350.

Questi velivoli “meno ingombranti” hanno rivoluzionato il trasporto aereo permettendo ai passeggeri di spostarsi direttamente negli aeroporti di dimensioni più modeste senza dover per forza fare scalo nei grandi “Hub”, i soli dove i più grandi apparecchi possono atterrare. 

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