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Sempre più incendi nella regione artica

Immagini satellitari di incendi.
Roghi numerosi e persistenti. Pierre Markuse / Sentinel 2 /Copernicus EU

Le immagini satellitari raccolte nelle ultime settimane dall'Agenzia spaziale europea ESA e dall'analogo ente statunitense NASA documentano un aumento degli incendi nell'area del circolo polare artico. Un fenomeno che gli scienziati riconducono all'incremento delle temperature in queste regioni: solo in Siberia, lo scorso giugno è stato di 10 gradi più caldo rispetto alla media 1981-2010.

Tra Alaska, nord del Canada, Groenlandia e Siberia, sono più di 100 gli incendi fotografati dallo spazio tra giugno e luglio.

Si tratta di roghi persistenti: “Non brucia solo il bosco, dove le fiamme si esauriscono in uno o due giorni”, spiega il glaciologo Konrad Steffen, “bensì il terreno sottostante, la torba, che può ardere anche per diverse settimane”.

Il circolo polare artico e le regioni confinanti, illustrate in una grafica del TG della RSI
RSI-SWI

+ I dettagli sul sito del programma Copernicus [in inglese]Collegamento esterno

Le conseguenze vanno ben oltre: gli incendi degli ultimi 50 giorni hanno liberato milioni di tonnellate di CO2, contribuendo a un ulteriore riscaldamento, e la fuliggine provoca un annerimento dei ghiacci del nord, che così assorbono i raggi solari e si sciolgono più rapidamente.

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Secondo un ricercatore, la coltre generata dai soli incendi siberiani si estende per oltre 4 milioni e mezzo di chilometri quadrati: una superficie grande quanto l’Unione europea.

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