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L’UE stanzia 750 miliardi per la ripresa, all’Italia la quota più alta

La presidente della Commissione UE Ursula Von Der Leyen
La presidente della Commissione UE Ursula Von Der Leyen illustra al parlamento europeo i dettagli del Recovery Fund per far ripartire il Vecchio Continente. Keystone / Olivier Hoslet

La Commissione europea mette sul piatto 750 miliardi di euro per far ripartire l'economia in Europa dopo la tempesta coronavirus. 


L’Italia, con 81 miliardi di aiuti e 91 a titolo di prestito, beneficerà della quota maggiore del finanziamento (Recovery Fund) che dovrà però passare l’esame del Consiglio europeo in agenda il 17 e il 18 giugno. Le trattative si annunciano comunque complicate con i paesi rigoristi del Nord (Paesi Bassi, Danimarca, Svezia e Austria) contrari ad aiuti a fondo perduto.

“La crisi ha effetti di contagio in tutti i paesi e nessuno può ripararsi da solo, un’economia in difficoltà da una parte indebolisce una forte dall’altra “, ha detto la presidente della Commissione Ursula von der Leyen illustrando il piano al parlamento europeo. Il fondo Next Generation Ue da 750 miliardi, ha precisato, si aggiungerà al Quadro finanziario pluriennale che è stato riveduto a 1’100 miliardi, “arrivando così a un totale di 1’850 miliardi”.

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Il meccanismo del fondo

I capitali necessari saranno raccolti sui mercati attraverso emissioni debitorie che finanzieranno con 560 miliardi il fondo di rilancio vero e proprio (con una quota di 310 miliardi per sovvenzioni a fondo perduto agli Stati e 250 miliardi di prestiti a lungo termine). Altre risorse saranno destinate a Pmi, sistemi sanitari nazionali, programmi per la salute e imprese insolventi.

L’Italia dovrebbe ottenere la quota maggiore di finanziamenti (172,7 miliardi tra sovvenzioni e prestiti) seguita dalla Spagna (140,4 miliardi), Polonia (63,8 miliardi), Francia (38,7 miliardi di sole sovvenzioni), Grecia (32 miliardi), Romania (31,2 miliardi) e Germania (28,6 miliardi di sole sovvenzioni). Germania, Francia, Belgio, Danimarca, Irlanda, Lussemburgo, Paesi Bassi, Austria, Finlandia e Svezia non ricorreranno a prestiti.

Tutte le misure che saranno adottate dall’Unione Europea per combattere su più livelli la crisi coronavirus ammontano a circa 3’100 miliardi di euro. L’obiettivo è di erogare le somme indicate dal Recovery Fund a partire dal gennaio 2021.

Reazioni in Europa

Per il premier italiano Giuseppe Conte la manovra è “un ottimo segnale che va nella direzione indicata dall’Italia” mentre per la cancelliera tedesca Angela Merkel si tratta di una “proposta costruttiva” ma “le trattative saranno difficili e molte questioni restano aperte”.

Fonti governative olandesi hanno precisato che le posizioni tra gli Stati sono “molto lontane” e “i negoziati richiederanno tempo”.

La corrispondenza da Bruxelles di Tomas Miglierina.

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