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L’Iran chiude la via diplomatica

"Imporre sanzioni sterili contro la Guida suprema dell'Iran (l'ayatollah Ali Khamenei) e il capo della diplomazia iraniana (Mohammad Javad Zarif) significa la chiusura in modo permanente della via della diplomazia con l'amministrazione Trump".

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Lo ha scritto su Twitter il portavoce del mistero degli Esteri di Teheran, Abbas Mousavi. Il presidente iraniano Hassan Rohani, in un incontro con i suoi ministri in diretta tv, ha da parte sua affermato: “mentre fate appelli ai negoziati, cercate di sanzionare il ministro degli Esteri? È evidente che state mentendo” sulla vostra intenzione di trattare con l’Iran.

La Casa Bianca è “afflitta da ritardo mentale”. Così infine ha infine concluso il presidente iraniano Hassan Rohani.

L’Onu lancia un appello al dialogo

Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha chiesto di porre fine alle tensioni nel Golfo e ha lanciato un appello al dialogo.

In una dichiarazione al termine della riunione sull’Iran, i Quindici hanno “chiesto alle parti e a tutti i paesi nella regione di esercitare la massima moderazione”, sottolineando che le “differenze devono essere risolte attraverso il dialogo e pacificamente”.

Inoltre, hanno condannato l’attacco alle petroliere, che rappresenta una seria minaccia sulla navigazione marittima.

Sanzioni USA

Lunedì Donald Trump ha infatti messo nel mirino delle nuove sanzioni Usa all’Iran l’ayatollah Ali Khamenei, visto a Washington come la figura più minacciosa di Teheran e il vero ostacolo a qualunque tipo di dialogo con l’attuale Casa Bianca.

“Queste persone vogliono spingermi in una guerra, ed è ripugnante”, avrebbe confidato il presidente americano in un incontro privato parlando dei suoi più stretti consiglieri. Un colloquio riportato dal Wall Street Journal che sembra la spia di una presa di distanza del tycoon dai falchi guidati dal consigliere per la sicurezza nazionale John Bolton, da sempre fautore di un cambiamento di regime a Teheran.

Trump è quindi determinato a proseguire sulla strada delle sanzioni economiche e finanziarie che hanno già stremato l’economia iraniana, colpendo soprattutto le esportazioni di petrolio. Ed è convinto che alla fine questa pressione porterà la leadership della Repubblica Islamica a dialogare e a scendere a patti con l’amministrazione americana.

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