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Maltempo, è il tempo delle accuse

Una strada di Bad Münstereifel nel Nordreno-Vestfalia completamente invasa da detriti.
Ciò che resta di una strada di Bad Münstereifel nel Nordreno-Vestfalia. Keystone / Oliver Berg

Sono almeno 165 vittime del maltempo in Germania e 36 in Belgio. Intanto nascono le prime polemiche contro le autorità, accusate di avere sottovalutato i rischi e di avere lanciato l'allerta in ritardo.

È salito ad almeno 165 il numero delle vittime delle alluvioni in Germania, una cifra destinata a crescere soprattutto nella zona più colpita, la Renania-Palatinato, considerando l’alto numero di dispersi – che potrebbero essere più di mille – e le difficoltà delle ricerche.

Intanto, mentre si continua a cercare nel fango, monta la polemica contro le autorità. Finita la fase più acuta dell’emergenza, generata dalla disastrosa alluvione che ha devastato l’ovest della Germania, si iniziano a tirare le somme e sul banco degli imputati finiscono il sistema di comunicazione dell’allerta meteo, che non ha avvisato la cittadinanza dell’imminente pericolo, il coordinamento insufficiente e la lentezza dei soccorsi.

Dietro l’angolo c’è però la polemica politica, che ha visto oggi duellare a distanza il ministro dell’Interno conservatore tedesco Horst Seehofer e la candidata dei Verdi Annalena Baerbock.

Sulla mancata comunicazione dell’allerta meteo in apparenza il problema non esiste: tutti dichiarano di aver fatto il proprio dovere nei modi e nei tempi dovuti. “L’Ufficio federale della protezione civile mi ha detto che i canali di allerta hanno funzionato”, ha dichiarato il ministro dell’Interno in visita a Bad Neuenahr nella zona dell’Ahrweiler, accompagnato dal governatore del Nordreno Vestfalia, Armin Laschet.

Seehofer respinge le critiche sul mal funzionamento, anche se non esclude che in futuro si possa fare di meglio. Il numero uno della Protezione civile (Bbk) Armin Schuster addirittura rincara la dose, sostenendo che “il nostro sistema di allerta ha funzionato in ogni singolo caso” e ricordando le 150 segnalazioni di allarme inviate attraverso il sistema automatizzato.

La denuncia dell’idrologa Hannah Cloke

In realtà qualcosa deve essere andato storto se la professoressa di idrologia Hannah Cloke ha parlato di “un fallimento monumentale”. “Qualcosa nella catena di comunicazione dell’allerta si è interrotto se l’avviso non è arrivato alle persone”, ha denunciato la professoressa all’emittente tedesca Zdf. Infatti 24 ore prima del disastro la struttura europea che gestisce il Sistema europeo di allarme inondazioni (Efas) aveva lanciato l’allerta, specificando con precisione le zone interessate dall’alluvione. Forse chi ha ricevuto gli avvisi non li ha inoltrati con la necessaria urgenza, e tv e radio non hanno interrotto le trasmissioni. Ma per i dettagli è ancora presto.

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La comunicazione non tempestiva dell’allerta

La catena delle responsabilità è ancora confusa e in conferenza stampa la portavoce del ministero dei Trasporti è finita sotto un fuoco di fila di domande e critiche feroci dei giornalisti tedeschi per non aver saputo dare dettagli su chi, quando e in che modo sono stati ricevuti i bollettini meteo. La portavoce del Governo getta acqua sul fuoco: “Al momento il focus è aiutare e trovare le persone che ancora mancano, poi verrà il momento di rielaborare quanto accaduto e vedere quali conseguenze trarne”, ha detto Martina Fietz.

Anche la verde Baerbock in realtà evita in questo momento di gettare la croce sulle autorità locali per la comunicazione non tempestiva dell’allerta meteo: “È ancora troppo presto per dare risposte”, ha tagliato corto in un’intervista a Spiegel di ritorno da una visita di più giorni nelle zone devastate dall’alluvione “per capire come in futuro ci si può equipaggiare meglio di fronte alle catastrofi naturali”.


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