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Maternità surrogata in tempo di guerra

Una donna partorisce in una clinica di Mariupol.
Una nascita in una clinica di Mariupol. Copyright 2022 The Associated Press. All Rights Reserved

Con l’inizio del conflitto, le cliniche ucraine per la procreazione medicalmente assistita e la maternità surrogata, qui legalmente praticata su richiesta di coppie provenienti da tutto il mondo e con problemi di fertilità, si sono trovate a dover gestire una situazione del tutto nuova.

Alcuni bimbi sono nati senza che i genitori riuscissero a raggiungere l’Ucraina prima del parto, e altri stanno ancora aspettando di essere portati a casa, per le difficoltà legate ai viaggi nel paese in tempo di guerra.

Dal 24 febbraio, la struttura medica BioTexCom si è attivata per mettere al sicuro i neonati dai bombardamenti, e ha allestito un appartamento nel piano interrato di un condominio dove prima del conflitto alloggiavano le coppie in attesa. Alle mamme surrogate attualmente in gravidanza è stata data la possibilità di trasferirsi a Kiev – dopo il ritiro delle truppe russe dalla regione della capitale – e di lasciare altre città più a rischio insieme alle loro famiglie.

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Le richieste di prendere parte al programma di riproduzione umana tramite una mamma surrogata arrivano da tutti i paesi europei, dove la pratica è vietata, ma anche dalla Cina, dalla Turchia, dal Brasile e dagli Emirati Arabi. La legge ucraina consente la protezione legale dei genitori biologici ed esclude la possibilità di qualsiasi eventuale pretesa sul neonato da parte della donna che porta avanti la gravidanza per terzi.

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