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L’Austria mantiene il suo lockdown fino a Pasqua

Uomo sulla quarantina in abiti formali scende delle scale, dietro di lui scritta Bundeskanzleramt
Il cancelliere tedesco Sebastian Kurz in un'immagine d'archivio. Keystone / Christian Bruna

Il governo austriaco intende prolungare il semi-confinamento nel Paese fino attorno a Pasqua, ovvero fino alla prima metà di aprile. Continuano dunque le chiusure per i settori della ristorazione, del turismo e della cultura. Vienna non è l'unica a rinviare un allentamento delle misure, specie da quanto il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) parla di "alto rischio di diffusione" delle varianti di Covid-19 nei 27 Stati UE.

Il governo di Sebastian Kurz, in realtà, non aveva previsto una data per le riaperture. Il cancelliere ha però deciso -dopo le consultazioni con gli esperti, i rappresentanti dei partiti in Parlamento e i governatori delle varie regioni d’Austria- di prolungare il blocco di alcune attività, con la promessa di riesaminare la situazione il prossimo 1° marzo.

Il Tirolo è sempre in lockdown duro con molti controlli alle frontiere, che hanno fatto sì che lunedì in Italia, sull’autostrada del Brennero (A22), si formassero code di mezzi pesanti in direzione dell’Austria. La causa è la normativa che impone un tampone negativo (PCR o antigenico) effettuato nelle 48 ore precedenti per chi vuole entrare nel Paese. Per evitare nuove congestioni, è stato istituito un filtraggio della polizia stradale lungo la A22, con possibilità di effettuare il test o cambiare strada. Sta funzionando.

Dopo la riapertura delle scuole e di alcuni settori del commercio al dettaglio lo scorso 8 febbraio non sembrano insomma in vista nuovi ritorni alla normalità.

Kurz ha nondimeno espresso la speranza che grazie ai test e alla campagna di vaccinazione anti-Covid si riesca ad arginare la pandemia. Attualmente, in Austria vengono effettuati circa 200’000 tamponi al giorno e da inizio marzo le farmacie potranno distribuire i test “fai da te”.

Da parte sua, il ministro austriaco della salute Rudolf Anschober ha sottolineato la preoccupazione del governo “per quanto riguarda lo sviluppo delle varianti visto che continuiamo ad osservare importanti aumenti. Per quanto riguarda la cosiddetta variante britannica, vediamo la concentrazione nell’Austria orientale, mentre pochissimi casi di quella definita sudafricana si registrano fuori dal Tirolo”.

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Nel servizio RSI, le parole di Sebastian Kurz, un accenno alla situazione in altri Paesi d’Europa e le raccomandazioni dell’ECDC.

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