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L’Aquarius si arena per sempre

La nave Aquarius non è riuscita a trovare una "bandiera" sotto la quale navigare. Dopo due mesi di ricerca, Medici Senza Frontiere e SOS Mediterranée sospendono definitivamente le operazioni di salvataggio in mare dei migranti.

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“Dopo due mesi in porto a Marsiglia senza riuscire a ottenere una bandiera, e mentre uomini, donne e bambini continuano a morire in mare, Msf e SOS Méditerranée sono costrette a chiudere le attività della nave Aquarius”.

È l’annuncio di Medici senza Frontiere: si tratta di “una scelta dolorosa, ma purtroppo obbligata, che lascerà nel Mediterraneo più morti evitabili, senza alcun testimone”.

“In un crescente clima di criminalizzazione dei migranti e di chi li aiuta, si perde di vista il principio stesso di umanità” afferma Claudia Lodesani di Msf. “Finché le persone continueranno a morire in mare o a subire atroci sofferenze in Libia, cercheremo nuovi modi per fornire loro l’assistenza umanitaria e le cure mediche di cui hanno disperatamente bisogno”.

Tentativo svizzero

Alcune interpellanze in parlamento avevano chiesto nei mesi scorsi alla Confederazione di iscrivere la nave nel registro del naviglio svizzero. Il governo federale ha affermato che teoricamente le navi con finalità idealistiche come l’Aquarius possono in via eccezionale essere iscritte nel registro del naviglio svizzero. 

Detto ciò, il governo ha ritenuto che le operazioni di salvataggio nel Mediterraneo “richiedano un approccio coordinato” e che a lungo termine l’accoglienza dei profughi debba fondasi “su una distribuzione equa delle responsabilità nei confronti delle persone vulnerabili”.

Secondo il Consiglio federale, inoltre, “non è costruttivo intavolare negoziati ad hoc per ogni nave con profughi a bordo costringendoli a errare per giorni”. Per l’esecutivo la soluzione va trovata a livello europeo.

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